30 aprile 2017

Gli Uomini sono Frugivori: Eccone la Dimostrazione Antropologica

30/04/2017

Gli esseri umani sono “animali tropicali” e infatti continuiamo a ricreare i tropici dovunque viviamo a suon di riscaldamento a pavimento, piumini e piumoni. Il nostro DNA non si è adattato all’ambiente, siamo noi ad aver forzato l’ambiente ad adattarsi a noi, fan notare gli esperti. Allo stesso modo, l’anatomia comparata ci mostra che non ci siamo affatto “adattati” a consumare cibi animali, abbiamo solo deviato dalla nostra dieta naturale, e non senza pagarne il prezzo.
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Viviamo di più oggi che un tempo, vero, ma grazie a maggior tecnologia, farmaci e igiene, non perché mangiamo meglio. La realtà è che siamo sempre più ammalati (e sempre prima nel tempo).
La prevalenza estesa di problemi di salute legata alla dieta, soprattutto nelle nazioni industrializzate, suggerisce che molti esseri umani non stanno mangiando in modo compatibile alla loro biologia” (Milton 1999).
I nostri denti, il nostro intestino, il pH del nostro stomaco, la lunghezza del nostro intestino, la nostra incapacità di sintetizzare da soli la vitamina C o di gestire bene il colesterolo è rimasta invariata. La nostra saliva  è  ancora alcalina,  proprio come  quella degli oranghi (perché non servono grandi acidi se non si ingerisce un pezzo di animale morto!).
La saliva degli erbivori e dei carnivori invece è acida.  Insomma, sotto sotto siamo sempre rimasti gli stessi esseri primitivi che eravamo…  Come spiega il Dr. Michael Greger,   dagli studi archeologici del paleolitico si evince che “mentre mangiare le verdure verdi è importante, sembrerebbe che lo status dietetico naturale della specie umana sia primariamente quella di un mangiatore frugivoro”.

FRUGIVORI NEL DNA…
Le femmine di grandi scimmie, così geneticamente e morfologicamente simili a noi, sono classificate come animali frugivori. Sono più di 2.000 le specie di vegetali di cui si nutrono gli oranghi nel Borneo, e per un 70-90% si tratta di frutti.
Negli aspetti nutrizionali e sociali, anche “l’alimentazione dei proto-ominidi sarebbe stata simile a quella essenzialmente vegetariana delle scimmie antropomorfe attuali”.
Anche i nostri denti lo confermano. O meglio, i denti degli ominidi africani studiati da Alan Walker:  “Ogni dente esaminato, a partire dai fossili di ominidi di 12 milioni di anni fa, presenta le striature tipiche dei mangiatori di frutta, senza eccezione alcuna“.
Ormai vari dati provenienti da varie linee di evidenza (anatomica, fisiologica, paleontologica) “supportano la visione che la linea ancestrale che ha dato vita all’Homo spp. fosse fortemente basata sul consumo di vegetali. La dieta giornaliera probabilmente era costituita largamente da frutti selvatici”. Le diete dell’Eden “dovevano essere ricche di fibre, di proteine vegetali, di fitonutrienti e povere di grassi saturi”  (Jenkins 2003).

Ma le scene di caccia dipinte nelle caverne?” si chiede la mia vicina di casa Betta… “Perché non hanno disegnato una mela invece?”.
“Beh, se dovessi disegnare tu su un muro per i posteri il pasto più memorabile della tua vita…”,
le ha risposto il mio amico Renzo appassionato di antropologia, “ti ritrarresti mentre prepari una pastasciutta o mentre ti gusti un glorioso banchetto di nozze?”.
Touchè!
Ancora oggi il lavoro quotidiano delle donne è sottovalutato, ma era proprio questa paziente opera di raccolta di donne e bambini a sfamare la gente (proprio come ancora oggi nelle tribù più antiche). Gli uomini andavano a caccia una tantum ma poi non parlavano d’altro, come fa riflettere lo scrittore Jim Mason, nel suo stupendo libro “Un Mondo Sbagliato”.

CACCIATORI DI CAROGNE
“La teoria dell’uomo cacciatore riflette una serie di pregiudizi, anziché basarsi sulla documentazione fossile e sull’ecologia della ricerca del cibo”
Robert Blumenschine e John Cavallo
Che i nostri più antichi antenati non fossero affatto i grandi cacciatori che si pensava è un fatto ormai assodato in antropologia. La caccia organizzata si è consolidata solo 25.000 anni fa, un battito di ciglia galattico nella lunghissima storia dell’Homo.
I primi “cacciatori” non erano altro che degli occasionali “ladri di carogne”, rubavano qualche morso di animale già ucciso da altri, ma “chi non preferisce assomigliare al leone, più che all’avvoltoio?”, si chiedevano gli esperti Robert Blumenschine e John Cavallo. Cacciare è nobile, andar per carogne meno. Ed ecco che il mito dell’uomo carnivoro e cacciatore resiste nei secoli.
Questo cibarsi di avanzi tra l’altro “non avrebbe potuto procurare l’ECCEDENZA di carne necessaria per la spartizione del cibo”, fece notare il famoso archeologo L. Binford già negli anni ’80. Bisognava fare in fretta. Non c’era tempo di fermarsi a banchettare insieme e socializzare:
“Ognuno per sé e viva il Re!”.
Non è quindi  grazie alla caccia se gli ominidi hanno imparato a collaborare, a socializzare tra loro, a parlare.
E  non era la grandezza del cervello a contraddistinguerci dalle altre grandi scimmie quando ci siamo separati da loro, ma l’aver acquisito  la capacità di assumere una postura eretta.

HOMO RICERCATORE…

Il perché abbiamo cominciato ad andare in giro “su due zampe” dipende se vogliamo pensare il peggio o il meglio della nostra specie.
Se pensate il peggio, darete ragione alla famosa teoria di Charles Darwin: “Finché dovevano abitualmente usare le mani per camminare non avremmo mai potuto perfezionarle per fabbricare armi o per tirare sassi e lance con la mira giusta”.
In pratica, avremmo imparato a camminare per poterci armare e fare del male agli altri:  Homo Cattivus!
Peccato, dicono gli esperti antropologi, che “non vi sia traccia alcuna di attrezzi  del genere ai tempi dei primi bipedi”,  e non si cacciava ancora assolutamente nulla, né vi era il fuoco per cucinare carne (Wayman 2012). L’Homo Abilis verrà molti milioni di anni dopo.  A cosa ci servivano entrambe  le  mani libere quindi? Cosa potevamo mai afferrare a mani nude?
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LA SOPRAVVIVENZA DEL PIÚ  … DOLCE
La nostra mano è perfettamente adattata per raccogliere la frutta, non per uccidere un animale. Più mani libere ho, più frutta riesco a raccogliere e portare via al sicuro. Questa è esattamente la teoria degli scienziati fin dagli anni ’60: abbiamo imparato a camminare e correre per poter TRASPORTARE la frutta in posti sicuri quando il clima ha cominciato a farsi più freddo con le prime glaciazioni e la frutta ha cominciato a scarseggiare.
Ci sono prove di questa affascinante ipotesi?
Sì, fresche fresche e di tutto rispetto…
2012, Guinea.
Alcuni scimpanzé ritrovatisi in mezzo all’aperta savana, nel vedere davanti a loro delle papaye e altra frutta preziosa (messa a loro disposizione dai ricercatori nascosti) hanno cominciato a riempirsene mani e bocca e poi camminando eretti(Carvalho 2012).  Le foto sono impressionanti (e le trovate cliccando a destra dell’articolo scientifico sopra citato, alla voce ‘Download images’).
Gli scimpanzé che andavano via “su due piedi” riuscivano a trasportare più del doppio di frutta, rispetto a quelli che invece andavano via a tre o quattro zampe.
E più il frutto era prezioso  (cioè poco disponibile dove vivevano),  più se ne portavano via camminando su due piedi.
In pratica, camminare eretti ha molto più a che fare con il nostro essere frugivori di quanto non si pensasse.
Quest’ evoluzione ci ha permesso di mangiare più frutta o poterla condividere con altri.
A sua volta,  questa evoluzione ha molto a che fare con la grandezza del nostro cervello…
DIETA FRUGIVORA = CERVELLO GRANDE
Gli antropologi più esperti ormai negano che sia stata la carne a far ingrandire il cervello, perché i dati non lo supportano.
Il nostro cervello si è triplicato molto prima che l’Homo cominciasse a cacciare in gruppo o a utilizzare il fuoco per cuocere carne regolarmente.
Il cervello poi ha bisogno di glucosio per funzionare. Ne deve ricevere in abbondanza tutti i giorni. Niente scorte. Ha bisogno di zuccheri buoni, a gogò, e la prima fonte di zuccheri è sempre stata la frutta.
Il cervello si è ingrandito proprio nel periodo storico in cui la frutta, alla base della nostra dieta, cominciava a scarseggiare, o a essere più difficile da scovare per via dei cambiamenti climatici.
Il bisogno aguzza l’ingegno”, dice il detto.
La necessità è la madre di tutte le invenzioni”, dicono gli inglesi. Avete presente cosa consigliano i veterinari per stimolare la mente di cani e gatti nei canili ?
Di nascondere loro il cibo e costringerli a cercarlo tirandolo fuori da contenitori di gomma studiati apposta.
Può essere che sia stato il doversi scervellare per trovare la frutta a far ingrandire il cervello?
Sembra proprio andata così…
Fin dagli anni ’90, studiose come K. Milton hanno postulato che  “la pressione favorevole degli alimenti vegetali di alta qualità, relativamente difficili da trovare, incoraggia lo sviluppo di complessità mentale (ripagata da una maggiore efficienza di foraggiamento)”.
La parte del nostro cervello più sviluppata è proprio la corteccia frontale, quella che ha a che fare con il dover risolvere i problemi. E il problema più pressante per gli esseri umani di allora? Trovare la frutta!
Mentre altre scimmie hanno imparato a consumare molte più verdure e cortecce, noi siamo rimasti frugivori nel midollo, e ci siamo dovuti “spremere le meningi” per trovarla…
Sempre la Milton, osservando le scimmie Atele e Aluatta, notò per prima una relazione significativa tra dieta e grandezza del cervello.

(By Arturo de Frias Marques – Own work, CC BY-SA 3.0)
Tra le famiglie dei primati, “quelli che mangiano frutta hanno un cervello più grande in proporzione al loro corpo, rispetto a quelli che mangiano foglie”.  Vale anche per i pipistrelli: “quelli che si nutrono di frutta hanno cervello considerevolmente più grande di quelli che mangiano insetti”.  E vale anche tra i gli scoiattoli!  (Harvey 1983).
Proprio recentemente, un prestigioso team di ricercatori ha confermato che  “i frugivori mostrano cervelli più grandi dei mangiatori di foglie”  (DeCasien, 2017).  Mangiare frutta è stato il motore  dell’evoluzione del cervello nei primati, gli animali a noi più simili. In base alla loro ricerca basata su più di 140 specie di primati hanno potuto concludere che la grandezza del cervello si può dedurre in primis proprio dalla dieta:Chi mangia frutta, rispetto agli erbivori che si cibano di foglie, ha un cervello più grande in media del 25%”.

Una notizia che ha stupito tutto il mondo (tranne i fruttariani)…
http://darshanshaktipat.blogspot.it/2017/04/gli-uomini-sono-frugivori-eccone-la.html

29 aprile 2017

Rosa Parks: la Vegetariana dietro Martin Luther King



Eccoci  alla seconda vegetariana storica da riportare a galla dal passato: Rosa Parks.
Forse la donna vegetariana più famosa di tutte. Senza di lei non avremmo avuto Martin Luther King.  Tutti infatti conosciamo quest’uomo, ma in pochi  sanno quale fu l’evento che lo portò alla ribalta e chi vi fosse dietro.
Era il 1955, Alabama, Stati Uniti.
Rosa è una giovane sarta di 42 anni e sta tornando a casa dal lavoro in pullman.
E’ il primo dicembre. E’ buio. Sono le sei di sera.
Come suo solito va a sedersi nei posti riservati ai neri. A quel tempo infatti vigeva la segregazione razziale negli Stati Uniti. I bianchi da una parte, i neri dall’ altra, a scuola, sui mezzi pubblici, dovunque.
Rosa  è seduta molto vicina ai sedili riservati ai bianchi.
Troppo vicina.
A un certo punto sale un uomo bianco e trova tutti i posti occupati.  Il conduttore del pullman se ne  accorge e come normale amministrazione al tempo chiede a tutta la prima fila di neri di alzarsi e lasciare i posti liberi.
Gli altri tre passeggeri neri vicino a Rosa non fanno una piega e cominciano ad alzarsi come bravi bambini ubbidienti, abituati ormai da troppo a queste umiliazioni, e se ne vanno in fondo al pullman.
Rosa no.
Rosa resta seduta e si tiene stretta il suo sedile “come una coperta in una notte d’inverno”.
Allora? Ha intenzione di alzarsi?” le chiede l’autista.
No”, risponde secca Rosa.
Allora la farò arrestare”.
Faccia pure”, risponde Rosa.
Disobbedienza civile.


Viene arrestata e portata subito in prigione, da dove uscirà su cauzione il giorno dopo.
Ma la notizia comincia immediatamente a circolare.
In tanti conoscono Rosa e l’apprezzano, e il suo arresto diventa la goccia che fa traboccare un vaso ormai stracolmo.
Non avevo idea” dirà la Parks, “che rifiutandomi di dare il mio posto su quel pullman  la mia piccola azione  avrebbe aiutato a metter fine alle leggi di segregazione”.
Ma andò proprio così.  Ognuna di noi può fare la differenza.
Tutta questa storia è raccontata nella sua autobiografia “My Story”, scritta quando aveva già 79 anni.  Ora, non pensate che Rosa fosse una donna qualsiasi che per caso si trovò a dire un NO coraggioso. Avrà avuto anche l’aspetto di una timida sartina, ma Rosa faceva da tempo parte dell’Associazione per l’Avanzamento delle persone di colore, e tra l’altro era proprio lei l’addetta a investigare i casi di abusi sessuali contro le donne nere.
Immaginatevi cosa deve aver visto e sentito.
Insomma, Rosa era una ninja di primo livello, ed era pronta a fare la sua parte fosse servito e quando quel momento è arrivato, non ha esitato.
La gente dice sempre che non ho ceduto il mio posto perché ero stanca. Non ero fisicamente stanca, o non più stanca di quanto non fossi alla fine di una giornata di lavoro.  Non ero vecchia, anche se alcune persone si sono fatte un’immagine di me di persona anziana. No, l’unica cosa di cui ero stanca, era l’essere stanca di cedere”.
I giorni dopo il suo arresto si scatenò il putiferio vi dicevo.
Anzi, già la notte stessa.
Fu stando in piedi fino all’alba infatti che un’insegnante femminista si riunì con altre socie del Women’s Political Council e decisero di proporre un boicottaggio di tutti i mezzi pubblici.
Non c’era Internet, non c’era Facebook, ma loro riuscirono in una notte a stampare ben 35.000 volantini che annunciavano l’idea e il giorno dopo erano davanti alle scuole a consegnarli uno ad uno a tutti i bambini, da portare a casa:
Non andate in pullman da nessuna parte lunedi 5 dicembre. Un’altra donna è stata arrestata per non aver ceduto il suo posto. Venite a Messa alle 7 di sera lunedi per altre istruzioni”.
Questo in breve il sunto del volantino, che finì anche sui giornali locali.
Quel lunedi sera, in Chiesa, l’enorme folla  che si radunò insieme a Rosa trovò a parlare sul pulpito il reverendo Martin Luther King. Era stato nominato lui per gestire l’intera complessa operazione e per incitare la folla a continuare il boicottaggio per altri giorni.
Voi che avete paura, prendete cappello e cappotto e andate a casa” dirà subito alla sua congregazione.
Arriva un momento quando la gente si stanca. Noi siamo qui questa sera per dire a coloro che ci hanno maltrattato così a lungo che siamo stanchi”.
Tenete conto che Martin Luther King era quasi sconosciuto al tempo, ma da quel momento ottenne visibilità a livello nazionale, e il resto è storia.
La storia però è partita da una sartina con le ovaie e vegetariana.

Rosa infatti non mangiava animali.
Questo è quello che disse a riguardo da anziana:
Sono vegetariana da oltre 40 anni.  Da piccola ho avuto problemi di salute per colpa di una cattiva alimentazione. Mangiare sano per me era una priorità”.
Tra i suoi cibi preferiti? Broccoli, le patate dolci e i fagiolini. Rosa morì di vecchiaia a 92 anni.  Al suo funerale, la famosa Condoleeza Rice disse che se non fosse stato per la Parks, non sarebbe mai diventata la prima afro-americana segretaria di Stato.
Anche M. L. King era ben consapevole del ruolo storico di questa donna: A lei infatti dedicò il suo libro “Stride Toward Freedom”…
A Rosa Parks, la cui testimonianza creativa fu la grande forza che portò alla lotta moderna verso la libertà”.
Purtroppo,  gli animali segregati negli allevamenti oggi non possono riunirsi e far partire un boicottaggio, ma seguendo una dieta vegana, in un certo senso, stiamo tutti boicottando l’industria della morte e ognuno di noi può fare la sua parte.
Rosa infatti continuava a ripetere che non servono persone straordinarie, lei – diceva – era normalissima.
Non diventò mai ricca, né troppo famosa.
Venne in parte dimenticata, coperta dall’ombra di Martin Luther King, ma continuò a devolvere parte del suo stipendio da segretaria alla causa e a lavorare dietro le quinte.
Dopo la morte del marito, decise di fondare un istituto con lo scopo di motivare gli adolescenti a raggiungere il loro migliore potenziale.
Questa è l’ultima sua bellissima citazione con cui voglio lasciarvi:
Ogni persona deve vivere la sua vita come modello per gli altri”.

Shaktipat: Rosa Parks: la Vegetariana dietro Martin Luther Ki...

23 aprile 2017

I VELENI PSICOLOGICI... E COME SALVARSI

23/04/2017

Tutte le nostre malattie, incidenti, la rabbia e la scontentezza della vita sono il risultato dei veleni informazionali che occupano la psiche.
- Ti sei ammalato. Come mai? Il giorno prima qualcuno ti ha mosso delle accuse.
- Sei scivolato e ti sei preso un colpo. Come mai? Perché un'ora prima qualcuno ti ha criticato ingiustamente.
- Senti una forte stanchezza e non vuoi vivere perché un membro della famiglia ti offende continuamente.
- Sei spaventata e hai paura di fare anche una cosa semplice, perché qualcuno ha detto che sei buona a nulla.


Sei debole. Sei stato vinto. La tua anima è sotto l'occupazione.

I veleni psicologici minano il sistema immunitario. Purtroppo, non puoi impedire alla gente di criticarti, ma puoi non ascoltarla. Significa, non pensare a ciò che senti, non fartelo entrare nella testa.

Basta saper fare due cose:
1. Riconoscere il veleno.
2. Impedire che entri nella testa. Questa è una cosa un po' più difficile. Per questo nella tua testa devono esserci due blocchi:
"PROVO UNO SCONFORTO, SIGNIFICA CHE NON MI SERVE" + "BUGIA/NON MI INTERESSA." Occorre ricordare che non sono parole da pronunciare a voce alta, sono dei blocchi per il cervello.
Puoi rispondere da persona educata, ma la tua anima deve restare pulita a causa delle porte che chiudono:
"Provo uno sconforto, significa che non mi serve. Bugia. Non mi interessa."

- Qualcuno ti ha offeso: "PROVO UNO SCONFORTO, SIGNIFICA CHE NON MI SERVE"
- Qualcuno si è offeso a causa tua: "PROVO UNO SCONFORTO, SIGNIFICA CHE NON MI SERVE"
- Le Notizia in TV creano angoscia: "NON MI INTERESSA."

Ancora più sicuro costruire la vita secondo il principio dello SPECCHIO. Essere consapevole di un solo principio: "IO NON TRATTO MAI COSI' LE PERSONE" ti dà' il diritto di rifiutare le stesse cose da parte degli altri.
Le regole:

- Non criticare - non ascoltare le critiche
- Non accusare nemmeno nel pensiero - non provare il senso di colpa
- Non offendere - non ti offendere
- Non spaventare - non aver paura
- Non abbassare l'autostima degli altri - non ascoltate coloro che vogliono abbassare la tua
- Non indicare agli altri i loro difetti - non farci caso se ti indicano i tuoi
- Non creare programmi distruttivi per gli altri - non permettere di costruirli per te.

E tenendo conto del fatto che la parola "NO/Non" non è percepita dal subconscio, le altre regole SPECULARI sono queste:

- Approva!
- Comprendi i motivi dei cattivo comportamento degli altri!
- Proteggi la psiche degli altri!
- Tranquilizza!
- Aumenta l'autostima degli altri!
- Se lo sai fare, manda agli altri dei programmi positivi, osservando due condizioni: a) devono essere positivi dal loro punto di vista e non dal tuo; b) non devono contenere nessuna cattiveria riguardo ai terzi.

(aum.news)
Advanced Mind Institute Italia




La via del Transurfer - https://faregruppo.blogspot.it

15 aprile 2017

La caccia alle streghe: Un milione di donne torturate e uccise dalla Chiesa Cattolica

15/04/2017


IL SANTO TERRORISMO DELLA CHIESA
Fra il 1227 ed il 1235 fu instaurata l'Inquisizione contro le "streghe" e contro gli "eretici" con una serie di decreti papali

Nel 1252 Papa Innocenzo IV autorizzò l'uso della tortura per estorcere "confessioni" di stregoneria da parte delle donne sospettate. Questo papa criminale alla sua morte fu sepolto nel Duomo di Napoli.

Successivamente, Alessandro IV diede all'Inquisizione ogni potere di torturare ed uccidere, in caso di stregoneria coinvolgente l'eresia.

5 Dicembre 1484: Papa Innocenzo VIII emette la bolla “Summis desiderantes affectibus” sulle streghe, che ordinava di inquisire sistematicamente, per scoprire torturare e giustiziare le streghe in tutta Europa.


LA SCELTA TRA LA MORTE E LA MORTE
Dal 1257 al 1816 l'Inquisizione torturò e bruciò sul rogo milioni di persone innocenti. Erano accusate di stregoneria e di eresia contro i dogmi religiosi e giudicate senza processo, in segreto, col terrore della tortura.

Se “confessavano" erano dichiarate colpevoli di stregoneria, se invece "non confessavano" erano considerate eretiche, e poi arse sul rogo.
Non sfuggiva nessuno.

Alcune erano sottoposte alla prova della pietra al collo, la presunta colpevole veniva cioè gettata in acqua legata a una pietra.

Se annegava era innocente, se invece restava a galla era una strega ... in ogni caso moriva!

In tre secoli alcuni storici hanno stimato che furono sterminati nove milioni di streghe, l'80% donne e bambine. Le donne venivano violentate oltre che torturate; i loro beni erano confiscati fin dal momento dell’accusa, prima del giudizio, poiché nessuno era mai assolto.

La famiglia intera veniva spossessata di ogni bene; si dissotterravano persino i morti per bruciarne le ossa.

Il Malleus Maleficorum stabiliva che la strega accusata doveva essere "spesso e frequentemente esposta alle torture". Le cacce alle streghe erano campagne ben organizzate, intraprese, finanziate ed eseguite dalla Chiesa e dallo Stato.

Questo regime di terrore durò cinque secoli, sotto la benedizione di almeno 70 papi, tutti in qualche modo compromessi con questi orrendi crimini.

LA STRATEGIA DEL TERRORISMO
IERI COME OGGI !
A cosa serviva il terrore? A dominare e sfruttare le popolazioni, sottomettere i ribelli, imporre una religione non voluta dal popolo e arricchire i dignitari (le autorità religiose) e i loro complici (gli inquisitori). Questi ultimi godevano di privilegi particolari ed erano al di sopra della legge.

Perché le donne costituivano il bersaglio preferito?
Perché si voleva eliminare il principio femminile.
Il ruolo naturale di guide da esse esercitato nella comunità minacciava il potere delle autorità (principio maschile).

Le donne si occupavano della salute, avevano grandissima conoscenza delle erbe medicinali (gli uomini imparavano da loro) e trasmettevano le tradizioni; le più anziane arbitravano con saggezza le contese. Avevano un potere e una forza naturali, incarnavano la sovranità del principio femminile con i suoi valori di conservazione, protezione, aiuto reciproco, condivisione... trasmettevano forza alla popolazione.

L'OLOCAUSTO DELLE DONNE
Alcune personalità famose caddero vittime dell’Inquisizione.
La più nota è senza dubbio Giovanna d'Arco, la pastorella che assunse il comando dell'esercito, salvò la Francia dall'invasione nemica e rimise in trono il legittimo sovrano. Fu però accusata di stregoneria ed eresia perché indossava i pantaloni e cavalcava come un uomo e fu quindi bruciata viva. Ora però è canonizzata.

Uomo o donna, chiunque usasse la testa costituiva una minaccia alla ricchezza e al potere di una minoranza di privilegiati e andava quindi eliminato.

Una donna simile veniva giudicata una strega e bruciata, dopo di che ci si impadroniva dei suoi beni. Qualunque donna non sposata dotata di un'abilità insolita o caratterizzata da un tratto particolare (per esempio i capelli rossi) rischiava l'accusa di stregoneria e quindi la morte.

Leonardo Da Vinci, ad esempio, per i suoi avveniristici studi sulla dissezione dei cadaveri fu definito “stregone e negromante” e quindi costretto ad allontanarsi da Firenze.

Questo è stato l'olocausto più grande della storia ai danni del mondo femminile, ma che essendo stato compiuto da apparati di Potere, quali in Vaticano e la Chiesa non viene ricordato ne onorato in nessun libro di storia, in nessuna trasmissione televisiva, in nessun giornale.

Pubblicato da Daniele Reale http://ilnuovomondodanielereale.blogspot.it/2015/09/la-caccia-alle-streghe-un-milione-di.html
http://altrarealta.blogspot.it/

9 aprile 2017

Ma perchè non scegliamo l'Amore? Eppure potremmo. Dovremmo!

domenica 9 aprile 2017


Foto(di)vagando
Mi guardo intorno e vedo guerra, dolore, divisione. Certo, tutto è perfetto, però è così difficile vederlo/percepirlo/viverlo a questo livello di vibrazione, così basso, così cupo, così lento.

Fatemi scegliere, anche sapendo che non si può, d'essere con i bambini che stanno morendo sotto quelle bombe in Siria, inutili, crudeli; soffocati dai gas di una follia inventata e pretestuosa che serve soltanto a giustificarsi agli occhi del mondo.

Metafora di un mondo terribile. Di un potere senza morale, senza etica, senza dignità.

I seguaci dell'oscurità, della competizione, della forza che domina coloro che pensano d'essere la "crema" … i padroni, mostrano i loro muscoli stupidi facendosi vanto dì un modello di esistenza che è solo immagine d'una sconfinata stupidità … di una totale sordità al canto del Cosmo e dell'Uno. 

Com'è difficile accettare le leggi del Karma di fronte alla cattiveria, alla stoltezza alla crudeltà. Eppure potremmo scegliere, possiamo sempre farlo ed è così triste che si percorra, invece, sempre la strada più nota … che è anche la più scura.

La guerra è stupida e non esiste ragione, non c'è giustificazione! È manifestazione umana, certamente, ma bassa, crudele, inutile! Ed anche chi è cosciente, pur sapendo che è parte integrante di un cammino, beh, sente dentro di sé, il rifiuto, la rabbia ed il dolore. 

Lasciatemelo dire, fra gli aguzzini e le vittime io scelgo le seconde, anche se scegliere è sempre una sciocchezza.

Rosa Bruno