14 marzo 2017

In Svizzera è di moda fumare il canapone e la cosa sta facendo impazzire la polizia

la canapa legale "CPure"
la canapa legale “CPure”
In Svizzera da qualche mese è di moda fumare la cosiddetta “marijuana light”, ovvero cannabis con contenuti di Thc sotto al limite di legge. Niente di illegale: si tratta di cannabis senza effetti psicoattivi (il Thc contenuto è dello 0,04%) ma con qualità distensive grazie alla concentrazione di Cbd (il principio attivo “curativo” della cannabis) del 7,2 %.
La cannabis in questione è commercializzata in pacchetti simili a quelli di tabacco, sotto il nome commerciale CPure, grazie alla brillante operazione di marketing di un’azienda che con un packaging attraente e una comunicazione efficace riesce a vendere a 22 euro pacchi da 10 grammi di “canapone”.
La Cpure, infatti non è altro che canapa coltivata da semi di qualità Fedora, ovvero canapa industriale, di quelle che solitamente si usa per fare alimenti e fibre tessili, la cui coltivazione è perfettamente legale anche in Italia.
Ma in Svizzera la moda di fumarla sta facendo impazzire i poliziotti, che non sanno più come comportarsi. L’odore emesso da una sigaretta di Cpure è pressapoco lo stesso di quello di una canna illegale, ed anche alla vista le due erbe sono confondibili.
Quando la CPure ha iniziato a diffondersi i poliziotti hanno iniziato a sequestrarla per spedirla al laboratorio di analisi:  se si rivela cannabis illegale il possessore viene sanzionato, mentre nel caso si confermi canapone tutto a posto, e il possessore può riaverla indietro.
Ma le analisi portano via tempo, e soprattutto costano: 500 franchi ognuna (460 euro circa). E le persone che fumano la canapa sono sempre di più. E la polizia elvetica cerca soluzioni. Per ora si è stabilito che se l’erba analizzata si rivela cannabis illegale al possessore vengano addebitate anche le spese per le analisi.
La moda della CPure continua ad avanzare al punto che anche le scuole stanno discutendo ed emanando circolari per stabilire se debbano considerarla come una sigaretta, e quindi consentita negli spazi appositi, o meno. E visto che di mettere da parte la repressione verso il consumo di cannabis per ora non se ne parla e i controlli stanno costando un sacco di soldi, la Federazione svizzera dei funzionari di polizia ha chiesto di essere dotata di istruzioni specifiche e soprattutto di strumenti di analisi rapida che permettano di individuare la qualità di erba sequestrata senza doverla inviare in laboratorio.
Aspettando che questi strumenti siano disponibili, intanto, gli agenti elvetici continuano a trovarsi “in imbarazzo” come dichiarato dalla Tv Svizzera Rsi, nell’impossibilità di sapere quale erba dover reprimere e presi in giro dai ragazzini che si divertono a fumargli il canapone davanti alla faccia per vedere l’effetto che fa.

http://www.dolcevitaonline.it/in-svizzera-e-di-moda-fumare-il-canapone-e-la-cosa-sta-facendo-impazzire-la-polizia/

11 marzo 2017

Società gilaniche: le floride comunità senza Stato. - L'anarchia durata migliaia di anni

11/03/2017

Questo post, che ha avuto una lunga e doverosa gestazione, vuole una volta per tutte dimostrare come una società possa esistere senza Stato ed essere, proprio per questo motivo, estremamente florida e pacifica. Il post è indirizzato a tutti coloro che, di fronte alla saggia proposta politica anarchica, obiettano dicendo (ipotizzando) che una società senza governo e senza Stato non potrebbe mai esistere e che, addirittura, non è mai esistita. Noi del blog Italiani Imbecilli diciamo che è tempo di ricredersi e di conoscere.

Quanti anni ha lo Stato, inteso come forma di organizzazione del potere? In Europa diciamo circa 1200 anni, se consideriamo invece il potere statale centralizzato (come quello attuale), ci si deve rifare a poche centinaia di anni fa, alla creazione degli Stati nazionali (XVI sec.). Se invece consideriamo uno dei primissimi codici di legge, quello del re Hammurabi, dobbiamo risalire a quasi 1800 anni prima di Cristo. E prima cosa c'era? Com'era gestita la società? Se noi leggiamo gli indici dei consueti libri di Storia, cioè di quei testi avallati dallo Stato e che si studiano nelle scuole, la risposta che ci viene fornita in capitoli è la seguente:
In questo indice, però, manca qualcosa di molto importante, qualcosa che mette in crisi l'idea di Stato come unica possibilità di gestione del potere e della società. Per inciso dobbiamo denunciare il fatto che le informazioni storiche censurate nei libri scolastici sono moltissime.
Il capitolo cancellato di cui oggi ci occupiamo non è un capitoletto, si tratta invece di un periodo di migliaia di anni, completamente tagliati, insabbiati, vietati. Parliamo delle società gilaniche, citate come esempio di ottima politica anche dal famoso psicanalista Erich Fromm.

I libri e i mass-media in genere, ci hanno sempre insegnato che 'la civiltà' (con tutto il peso e l'importanza che riveste questa parola) sia iniziata là dove sono sorti i primi Stati, le poleis, le grandi monarchie (egizi, babilonesi, sumeri, assiri, ittiti, fenici, greci...) e in questo modo lo Stato, che detiene il controllo della cultura nazionale, attua la sua prima fidelizzazione autoreferenziale presso il fanciullo.
Si insegna che lo Stato equivale a civiltà (e viceversa) come se prima della nascita degli Stati ci fossero stati soltanto clan, tribù incivili di uomini e donne, poco evoluti, quasi bestie, e anche disorganizzate. Questo è completamente sbagliato. Semmai è esattamente l'opposto, nel senso che le comunità gilaniche, esistenti prima della nascita degli Stati, erano le più fiorenti della storia antica, almeno in Europa (ma diffusamente ve n'erano anche nel continente americano).
Dopo la scomparsa di queste civiltà evolute (spiegheremo anche il motivo della loro scomparsa), l'instaurazione delle gerarchie e degli apparati dello Stato hanno prodotto un regresso notevolissimo in ogni àmbito culturale, morale e cognitivo.
Le società gilaniche
La scoperta delle società gilaniche è dovuta alla famosa archeologa Marija Gimbutas, seguita dall'antropologa Riane Eisler, sua erede culturale. Marija Gimbutas è stata colei che ha coniato il termine 'gilan', che deriva dall'unione di 'gi' + 'an', abbreviazioni dei termini greci giné (donna) e andros (uomo). La lettera 'elle' in mezzo ha due importanti significati:
1) il segno fonetico greco leyin/lyo che vuol dire 'liberare'.
2) segno di unione culturale e ideale tra i due sessi.
Anche il famoso archeologo irlandese-americano James Patrick Mallory si è occupato lungamente delle società non autoritarie (o acefale, o gilaniche) indoeuropee, egli è professore alla Queen's University di Belfast.

Nella pratica del quotidiano vivere, il tutto si traduce come civiltà autorganizzata e non violenta, in cui uomini e donne hanno gli stessi diritti. Stiamo parlando di quella fase temporale che si pone tra il Neolitico e la nascita degli Stati, quindi stiamo abbracciando un grande arco di tempo che va all'incirca dal 7000 al 3500 a.C. (talora sino al 1500 a.C.), dove nel Sud-Est dell'Europa, isole comprese, fiorivano società pacifiche, evolute, raffinate, senza gerarchie, senza governo, senza Stato, senza eserciti. Società non patriarcali, anarchiche ante-litteram, dove l'auto-organizzazione protratta per migliaia di anni non ha mai generato caos e violenze. In nessun sito o tomba gilanica sono state trovate armi, neppure nell'età della lavorazione dei metalli. Nessuna raffigurazione vascolare o parietale riporta scene di guerra. E le numerose statuette della Dea Madre ('Venere' o 'Grande Dea', come viene chiamata da M. Gimbutas) attestano storicamente che all'inizio dio era donna e che, per conseguenza, queste società non contemplavano l'uso della forza fisica (come strumento organizzativo, offensivo e difensivo, prerogativa maschile opportunisticamente utilizzata dagli Stati creatori di eserciti e di repressione istituzionalizzata e legalizzata).
Presso questi popoli l'Arte era fiorente e sofisticata, gli individui erano in costante armonia con la Natura e si professava il culto per la vita, quindi gli strumenti di morte non erano contemplati, né ammessi. Per conseguenza, non v'era nessuna intenzione di nuocere o di sottomettere, niente eserciti, niente repressioni, niente ingiustizie, niente gerarchie, niente mura di cinta: in un contesto così libero e pacifico, non potevano che nascere individui altrettanto liberi e pacifici, capaci di perpetuare questo modello di giustizia sociale.
Tutto questo risponde anche a quelle persone che sono ancorate all'idea (sbagliata) secondo cui l'essere umano tenda per natura al dominio, alla malvagità, e che sia persino incapace di auto organizzarsi. L'Uomo nasce anarchico, cooperativo, solidale, pacifico, vitale, libero ('nessun uomo ha ricevuto dalla Natura il diritto di comandare gli altri' - D. Diderot). Nello specifico degli studi anarchici e antropologici, l'innato istinto cooperativo dell'Uomo è attestato anche dallo scrittore Colin Ward che lo dimostra in più occasioni, e anche, come citato prima, da Erich Fromm (qui). Le Dee Madri sono l'espressione sacra e votiva delle società gilaniche e sono presenti massicciamente in tutta l'Europa sudorientale, isole comprese, cioè in un'area vastissima in cui uomini e donne vivevano nella ricerca costante del miglioramento sociale, nel segno della libertà senza autorità. Il loro sistema culturale, fondato e maturato sull'ordinamento orizzontale (non piramidale e gerarchico), aveva prodotto le migliori espressioni sociali, un sano sviluppo tecnologico, scientifico, architettonico e artistico, volto al vero benessere personale e collettivo.
Nel vivere sociale gilanico, il 'personale' e il 'collettivo' non erano considerati elementi dissociati, ma interdipendenti. Perciò Bakunin afferma spesso: 'non posso dirmi completamente libero, fintanto che gli altri non lo sono completamente'. In una società anarchica, come in quelle gilaniche, non esiste il suddito, poiché la coscienza collettiva e la stessa organizzazione sociale egualitaria lo impedirebbero a priori, non vi sono le condizioni necessarie per la creazione di qualsiasi tipo di oppressione e di senso di rivalsa. Tutto questo, scritto in estrema sintesi (perdonateci per questo), non è riportato in nessun libro scolastico 'ufficiale'.
Quindi
La portata di questa scoperta è talmente grande e 'pericolosa' che ha giustificato la sua costante censura da parte delle istituzioni. Questa scoperta, che ha spaccato anche il fronte degli archeologi, mina profondamente il nostro imprinting secondo cui non esiste altra forma di potere (e di 'civiltà') se non quello statale e gerarchico.
L'esistenza storica delle società gilaniche rappresenta perciò un'ulteriore prova, la più duratura mai avuta nel tempo, in grado di dimostrare ciò che l'anarchia sostiene da sempre: gli Stati sono creazioni artificiali e menzognere, concepite espressamente per opprimere i cittadini, i loro diritti, le loro libertà, le loro esigenze, per il tornaconto di un manipolo oligarchico che vuole comandare gli individui e avere tutti i privilegi. Le società gilaniche e l'anarchia ci dànno la prova che si può fare a meno dello Stato, ci dimostrano che vivere senza sovrani, senza leggi statali, senza gerarchie e soldati, alimenta la pace, la fratellanza e forgia coscienze raffinate e colte. Ma perché le società gilaniche sparirono, lasciando il passo agli Stati? Com'è avvenuto il passaggio?

kurgan: i capostipiti del sistema statale
Gli studi di Marija Gimbutas (ripescati e ristudiati dal movimento femminista negli anni '60) sono stati lunghi e meticolosi e spiegano anche il motivo per cui le società gilaniche si siano estinte quasi simultaneamente. Gimbutas scrive in proposito vari testi che sono inseriti in 'The Kurgan Culture and the Indo-Europeanization of Europe: Selected Articles from 1952 to 1993'. Interessanti anche le altre sue pubblicazioni. Ma veniamo ai kurgan.
Come dimostra la cartina geografica, popolazioni indoeuropee, patriarcali e guerriere, provenienti dall'area caucasica e siberica, divenute patriarcali e guerriere per le cause che si possono leggere nel libro 'Kurgan, le origini della cultura europea' di M. Gimbutas, si introdussero in Europa, estinguendo o assoggettando con le armi le comunità gilaniche, imponendo un modello sociale gerarchico e guerresco, dove la forza fisica e l'autorità maschile erano gli elementi dominanti. Ogni donna, da quel momento, fu destinata alla schiavitù e al concubinaggio forzato. L'ordine anarchico venne represso. Si istituì la proprietà privata. 

I popoli assoggettati furono mantenuti e 'normalizzati' entro rigide leggi (sedicenti divine, in realtà marziali) e in condizione di servitù permanente. Questa servitù e 'questo stato', venne con il tempo metabolizzato dalla coscienza umana ed è diventata normalità, consuetudine, ovvietà, alla quale ci si è abituati. E' dunque qui, e per questi motivi, che nasce la cultura del dominio e la struttura piramidale dello Stato. Ed è da questa logica oppressiva che nascerà quella che oggi viene definita paradossalmente 'civiltà'. Il nostro intendere la politica, la moderna organizzazione sociale, l'autorità costituita, i confini e gli eserciti, derivano quindi dai Kurgan ed è ovvio che, dopo 3000 anni di questa cultura, sembra impossibile oggi concepire un altro sistema di organizzazione sociale diversa da quella statale.


Qui in basso: tabella riassuntiva fotografata dal libro sopra citato 'Kurgan, le origini della cultura europea' di Marija Gimbutas.
Civiltà a confronto. L'Arte parla
L'Arte è quell'espressione dell'essere umano che rivela, racconta, sintetizza il contesto sociale, la cultura di un popolo. Ed è grazie ai reperti artistici che noi possiamo toccare con mano la grandissima differenza tra i gilanici e i kurgan, possiamo constatare la netta cesura culturale, il disastroso regresso sociale e morale avvenuto per colpa del dominio barbarico dei kurgan sui popoli liberi d'Europa. Prendiamo in considerazione l'isola di Creta che, grazie al suo essere isola, è stata l'ultimo baluardo libero e gilanico fino al 1500 a.C. I libri scolastici ben si guardano dal nominare la parola 'gilanica' (o non-violenta) con riferimento alla civiltà cretese. Invece ci hanno insegnato ad associare a Creta l'attributo 'minoico', poiché Minosse fu un re cretese (un re). Ma al di là del mito del Minotauro e dei riferimenti fantastici che si intrecciano intorno al nome di Minosse, cosa c'era a Creta prima di questo sovrano despota? Come vivevano i cretesi gilanici? Cosa ci raccontano i reperti artistici?
Prendiamo in analisi il dipinto più famoso, la tauromachìa (palazzo di Cnosso).
Nel dipinto murale, due donne e un uomo giocano insieme e affrontano il toro. Le attività sociali, compresi i giochi, erano liberamente e normalmente svolte sia dalle donne, sia dagli uomini in un rapporto paritario. E al di là dell'aspetto egualitario tra genere maschile e femminile (aspetto che manca alla decantata e 'civile' cultura democratica greca e in tutte le altre successive), osserviamo lo stile pittorico, la raffinatezza artistica, il grado di fluidità. Dice Giulio Carlo Argan: 'la mancanza della gravità rituale delle figurazioni asiatiche, l'andamento più libero delle linee e l'accordo dei colori, dimostrano che l'immaginazione degli artisti è già aperta verso gli orizzonti di una mitologia fondamentalmente naturalistica'. Peccato solo che i cretesi trovarono, nel loro futuro, soltanto regresso e schiavitù. Ma questa concezione naturalistica e persino realistica di indubbia raffinatezza si riscontra anche nella celebre brocchetta di Gurnià:
Qui l'artista ha dipinto un polpo che abbraccia con i suoi tentacoli la brocca. Quel polpo sta nuotando, il pittore dipinge anche le alghe fluttuanti. Sempre Argan: '(il polpo) è un essere vivo'. Siamo quindi di fronte a un'Arte che dichiara e ostenta la propria vitalità (culto della vita), una grande consapevolezza, un'ottima maturazione culturale, un rapporto intimo e confidenziale con la Natura. Cosa che sparirà da lì a breve con l'ingresso violento dei kurgan anche a Creta, come avvenuto in precedenza in tutta l'Europa sudorientale. Infatti l'Arte dei guerrieri che andò a sostituirsi a quella gilanica produsse un pesantissimo regresso culturale, e di questo regresso ne è ancora testimone il primo periodo dell'Arte greca, successivo alla cultura gilanica, dove la semplificazione e la geometrizzazione estrema della realtà sono il sintomo di una povertà intellettuale che ha fatto compiere un balzo indietro di millenni alla nostra cultura. Guardiamo l'enorme differenza stilistica tra Arte gilanica e quella successiva greca arcaica.
In mezzo ci è passata la cultura rozza, primitiva, guerresca dei kurgan (qui sotto)
Prima dei kurgan non esistevano né la povertà, né tutti quei problemi connessi alla condizione di indigenza. In buona sostanza, lo Stato ha prodotto impoverimento e regresso, dominio ed oppressione, schiavi e padroni, patriarcato e tutte le aberrazioni di cui soffre la nostra società, crimini compresi.
Adesso è forse più chiaro il motivo per cui l'anarchia intende e vuole una società libera e liberata dallo Stato.

Ora non rimane altro da fare che prendere coscienza della Storia e cercare di allontanare dalla nostra vita lo Stato e i suoi apparati di governo, siano essi locali o centrali. Ognuno di noi, attraverso scelte consapevoli per il benessere nostro e dei nostri nipoti, può agire e sconfiggere questa gabbia statale. Ma prima di abbattere lo Stato, occorre distruggere le barriere mentali, le più dure, quelle che lo Stato stesso ci ha imposto da 3000 anni. Oggi di barriere ne sono state abbattute un bel po'. Buon pro' ci faccia, per il bene di tutti.

(L'argomento qui trattato è soltanto una sintesi e non può essere esaustiva. I riferimenti da studiare sono in verità moltissimi, la bibliografia è vasta e interessante. Lasciamo qualche link, a nostro giudizio tra i più autorevoli sull'argomento, gli unici dai quali abbiamo desunto le informazioni per questo articolo).
Marija Gimbutas: 'Signs out the time' (filmato sottotitolato)
Altri esempi di anarchia già applicata (autogoverni, cooperazioni, realtà senza Stato, collettivizzazioni) –
Barcellona 1936 (filmato)
La Comune di Marsiglia (e di altre città francesi)
'L'antica Europa e l'Anatolia, come la Creta minoica, erano una 'Gilania' (Marija Gimbutas 'Il linguaggio della Dea': introduzione, pag. 21)
(Ci teniamo a dire che gli anarchici non hanno mai avuto bisogno di queste 'prove' per dimostrare l'efficacia e la bontà dell'anarchia. Pertanto, questo articolo va a beneficio di quanti hanno sempre dubitato, screditato, diffamato l'anarchia e gli anarchici, non conoscendo, ipotizzando e lasciandosi deviare dalle menzogne di Stato. Di fronte all'evidenza storica, qualsiasi dubbio cade, 'come corpo morto cade')
Non lo diciamo mai, ma crediamo sia importante far circolare il più possibile il link di questo articolo, come state già facendo.
Grazie.
Il lemma 'Gilania' nell'enciclopedia Treccani (qui )
Dall'enciclopedia Treccani
gilania: Organizzazione sociale anteriore al patriarcato, esistita in Europa tra il 7000 e il 3500 a.C. e caratterizzata dall’eguaglianza tra sessi e dalla sostanziale assenza di gerarchia e autorità centralizzata. Tra il 4300 e il 2800 a.C. la g. sarebbe stata soppiantata da un'altra cultura neolitica, quella dei kurgan, una società androcratica e patrilineare emersa dal bacino del Volga. Il termine è stato coniato dall'archeologa di origine lituana M. Gimbutas utilizzando le radici greche gy (donna) e an (uomo).

COMPRESSA-MENTE: Società gilaniche: le floride comunità senza Stat..

8 marzo 2017

Osho: La paura della morte scomparirà...



08/03/2017







 Risultati immagini per la paura della morte scomparirà...
"Abbandona l'idea di essere qualcosa di separato dalla
vita, e la paura della morte scomparirà... se ti unisci totalmente alla
totalità della vita, vivrai per sempre: andrai al di là della vita e della
morte".
Tratto da: "The Book of
Wisdom", vol.
Ι
Shaktipat: Osho: La paura della morte scomparirà...

6 marzo 2017

La mente possibilista

06/03/2017

 
(Immagine presa dal web)
 
Ognuno di noi possiede una mente. Questa mente, spesso, pensa fin troppe cose contemporaneamente, mandando in tilt il suo possessore. Il fatto di pensare in se è naturale, sono le funzioni per le quali la mente esiste. Il problema sorge quando la maggior parte delle persone perde il controllo dei propri pensieri e si lascia trascinare dentro il turbine da essi prodotto.
 Ora, poiché IL PENSIERO CREA LA MATERIA, succede che, se non si riesce ad osservare bene i propri pensieri, si creerà il caos nella propria Vita. Come molti già sanno, infatti, quando si pensa a lungo alla possibilità che si possa verificare un evento nelle nostre Vite e ci si concentra solo su quel pensiero specifico per mesi senza sosta, accade, alla fine, che quell'evento entrerà a far parte, prima o poi, della nostra esperienza di Vita.
 
Ciò si verificherà grazie alla LEGGE DELL'ATTRAZIONE (ne parlo nel mio libro L'arte della consapevolezza, YOUCANPRINT EDIZIONI). Succede però che quasi mai si riceverà ciò che si desiderava in effetti ottenere, cerchiamo di vedere come mai.
Le persone, in genere, tendono a concentrarsi sulle proprie paure, incertezze e tendono a proiettarle in un futuro più o meno prossimo, cominciando a formulare pensieri sempre più intensi e pieni di angoscia rispetto al fatto che possa verificarsi un evento disastroso nelle proprie Vite. Così facendo non sanno, però, che quell'evento che tanto temevano prima o poi entrerà a far parte delle loro Vite!
(Immagine presa dal web)
Come fare per evitare ciò? Occorrerebbe, innanzitutto, sviluppare una capacità di osservazione e selezione dei pensieri, lasciando scorrere quelli che meno ci piacciono e ancora meno ci servono e concentrandoci, invece, su quelli che potrebbero migliorare le nostre Vite.
Ma l'osservare, da solo, non basta. Bisogna sviluppare una mente possibilista, una mente, cioè, aperta a delle possibilità che fino a quel momento non si erano tenute in minima considerazione, ciò per il fatto che non si era mai adottato un approccio che andasse al di là del lasciarsi trascinare dalla corrente dei pensieri senza mai fermarsi ad osservarli.
(Immagine presa dal web)
Cos'è la mente possibilista? Questo è un concetto che deriva dalla fisica quantistica ed ha a che fare con lo sviluppo delle potenzialità umane nel campo delle neuroscienze. Si conoscono casi di persone che ottengono delle guarigioni inspiegabili per la scienza ufficiale o di madri che sollevano auto per estrarre i propri cari rimasti sotto il veicolo.
Vi siete mai chiesti come possa avvenire tutto ciò? GRAZIE AD UN INTENTO FOCALIZZATO, UNA FEDE INCROLLABILE NELLE PROPRIE POTENZIALITA' MA, SOPRATTUTTO, GRAZIE AL COMINCIARE A CREDERE CHE QUALSIASI COSA SIA POSSIBILE. Dal momento in cui si comincerà a sviluppare una mente possibilista ci si aprirà, al contempo, a possibilità credute fino ad allora inimmaginabili.
(Immagine presa dal web)
Anche la fisiologia cambia, inevitabilmente e vantaggiosamente per la persona che comincia a prendere in considerazione delle possibilità che, per gli altri oltre che per se stessa, fino ad allora non erano state da lei nemmeno immaginate. BISOGNA OSARE, COMINCIARE A PENSARE CONTROCORRENTE. SOLO IN QUESTO MODO SI PUO' COMINCIARE A FAR ACCADERE QUELLI CHE LE PERSONE COMUNI CHIAMANO MIRACOLI.
Laddove c'è un intento focalizzato in direzione di un obiettivo, là è già spianata la strada verso il successo, sia esso fisico, psichico o spirituale. Cominciate a credere nell'impossibile, selezionate e tenete in giro per la mente SEMPRE E SOLO pensieri costruttivi, che vi fanno star bene, ciò modificherà dapprima la vostra fisiologia e, presto o tardi, trasformerà le vostre Vite in un'avventura piena di esperienze nuove e stimolanti.
Vincenzo Bilotta
 

5 marzo 2017

Osho: Se sei infelice ...

05/03/2017

Risultati immagini per Se sei infelice ...

Se sei infelice, vuol dire solo che hai imparato qualche trucco per essere infelice, nient’altro! L’infelicità dipende dalla struttura della tua mente. Ci sono persone che sono infelici in qualunque situazione; hanno un certo programma nella mente che trasforma tutto in infelicità. Se parli loro della bellezza della rosa, subito si mettono a contare le spine. Se dici: “Che bella mattinata, che bel sole!”, diranno: “È solo un giorno, presto arriverà la notte, perché fare tanto chiasso?”.

La stessa cosa può essere vista da una prospettiva positiva; allora vedrai che la notte è circondata da due giorni. Allora lo sbocciare di una rosa è un miracolo – un fiore così delicato appare tra le spine.

Tutto dipende da che struttura ti porti dietro nella testa. Milioni di persone trasportano delle croci: naturalmente è un fardello; la loro vita è pesante. Ma la loro struttura è tale che si focalizza subito sul negativo, ingrandendolo. È un approccio malato, patologico, alla vita. Ma loro continuano a pensare: “Cosa possiamo farci noi? Così è il mondo!”.

No, il mondo non è così! Il mondo è del tutto neutro: ha spine e ha rose, ha le notti e ha i giorni. Il mondo è del tutto neutro, equilibrato: ha tutto. Dipende da che cosa scegli tu. È così che la gente crea l’inferno e il paradiso sulla stessa terra. (Osho)

4 marzo 2017

Arriva Relax, il latte al CBD per combattere ansia e insonnia

04/03/2017
Risultati immagini per latte al CBDQuando si soffre di ansia o di insonnia il problema principale è che i prodotti farmaceutici a disposizione hanno la capacità di nascondere i sintomi ma non risolvono definitivamente il problema.
Oltre a risolvere solo temporaneamente il problema questi farmaci solitamente creano un’elevata dipendenza e possono far insorgere numerosissimi effetti collaterali.
Con la scoperta delle proprietà mediche della marijuana – tuttavia – sempre più nazioni iniziano ad accettare prodotti derivati dalla cannabis.
Se anche tu soffri di insonnia o ansia bevendo questo latte alla cannabis potrai sicuramente sentirti meglio.
Proprio in questo scenario in cui sempre più stati accettano la cannabis terapeutica, infatti, nasce Relax – prodotto dalla Rawligion, Inghilterra – un latte 100% organico che contiene al suo interno semi di canapa, anacardi, datteri, olio di cocco, vaniglia, acqua e olio di CBD.

Questo nuovo prodotto derivato dalla canapa – senza lattosio – promette un effetto lenitivo e rilassante proprio grazie alla presenza del CBD.
Relax è stato sviluppato da Michael Isted, psicoterapeuta e consulente alimentare della società Rawligion che sta per lanciare il latte al CBD sul mercato inglese.
Il latte non contiene THC dunque non ha nessun effetto psicoattivo ma il CBD presente nel prodotto agisce comunque sul sistema endocannabinoide endogeno controllando l’omeostasi corporea o in altre parole lo stato generale di equilibrio del nostro organismo.

Il sistema endocannabinoide è uno dei più importanti sistemi che regolano i processi all’interno del nostro organismo ed è formato da milioni di recettori che si trovano all’interno del nostro cervello e del nostro sistema nervoso.
Proprio per questo motivo il CBD ha un grande impatto sulla qualità del sonno e la regolazione ormonale e garantisce un effetto “calmante”, ideale per chi soffre di ansia o insonnia.
Il fondatore di Rawligion – John Taba – ha dichiarato che tutte le persone che hanno provato il “latte alla cannabis” hanno ottenuto un effetto di “calma e tranquillità”.
Tutto andrebbe utilizzato con moderazione ed ovviamente il latte Relax non è escluso da questo paradigma – dunque – in caso siate attratti dal prodotto andateci piano.
Di cosa sa il latte Relax? Fondamentalmente il suo sapore ricorda molto il latte di mandorle con un soddisfacente retrogusto di canapa, un “drink” perfetto prima di andare a dormire.
Aspettando che questo prodotto – o uno simile – sia presto disponibile in italia potreste provare a farlo in casa creando la vostra ricetta personale di latte al CBD! In caso lo facciate scrivetemi le vostre opinioni e le vostre ricette nei commenti!

http://haze.academy/arriva-relax-il-latte-al-cbd-per-combattere-ansia-e-insonnia/
Shaktipat: Arriva Relax, il latte al CBD per combattere ansia...

3 marzo 2017

Fai crescere la tua sensibilità – Osho

03/03/2017


Testi e immagini per la meditazione - yoga - meditation - mindfulness - zen - buddhismo
 “Fai crescere la tua sensibilità. Quando tocchi, quando ascolti, quando mangi, quando fai il bagno, permetti ai tuoi sensi di rimanere aperti. E non pensare – senti.
Ti stai facendo la doccia: senti la freschezza dell’acqua che si riversa su di te. Non pensarci, non dire subito: ‘Com’è fresca. È fredda. Va bene’. Non dire nulla, non verbalizzare, perché nel momento in cui verbalizzi, perdi la sensazione. Nel momento in cui arrivano le parole, la mente ha iniziato a funzionare. Non verbalizzare, senti la freschezza ma non dire che è fresca.
Continuiamo a dire cose, ma non ci rendiamo nemmeno conto di ciò che diciamo. Smetti di verbalizzare; solo allora potrai approfondire le tue sensazioni. E, se questo accade, se le tue sensazioni diventano più profonde, questa tecnica può fare miracoli“.

Per ricordarci quanto sia importante nella nostra pratica la dimensione del sentire, dell’immersione del corpo, aspetto veramente centrale in questo approccio alla meditazione. Meditazione non più per disincarnarsi o allontanarsi dalla realtà delle cose, ma per ritornare a ciò cui il nostro mentale ci ha distanziati.
Siamo handicappati riguardo al sentire: non siamo nel sentire, siamo solo nel pensare il sentire. Lo pensiamo, lo concettualizziamo, lo verbalizziamo. È la reazione, è la difesa tipica di chi non sente: il sostituire il sentire con il mentale.
Lavoriamo invece a uno sprofondamento così radicale nel sentire che non vi è più nulla in noi che ci stia dicendo (un’idea, una parola, una categoria) cosa stiamo pensando. È questa cosa, è quell’altra cosa; è bella, è brutta; è per me, non è per me… Tutto questo è scomparso. C’è solo il vibrare profondo del sentire. Tutto è per me, perché tutto è adesso, ovunque vi è la porta. Sempre, ora, solo in questo istante, vi è il nirvana del sentire. Non cerco, non aspetto, è adesso. Lo sento? Mi sento?
Osho

http://www.meditare.net/wp/meditazione/fai-crescere-la-tua-sensibilita-osho/ 

2 marzo 2017

OSHO: La mente e la malattia: ipnosi e salute

02/03/2017

La mente e la malattia: ipnosi e salute


Settanta per cento delle malattie nascono dalla mente. Queste malattie possono essere prevenute tramite l’ipnosi, prima ancora che prendano piede. Tramite l’ipnosi puoi scoprire di che malattia soffrirai nel prossimo futuro: nel corpo non ci sono ancora sintomi, una normale visita medica non mostra ancora alcun'indicazione che stai per ammalarti – appari perfettamente sano.
Ma con l’ipnosi possiamo scoprire che entro tre settimane la persona si ammalerà perché, prima che una cosa arrivi al corpo, è già presente nell’inconscio cosmico profondo. Da lì si sposta nell’inconscio collettivo, poi nell’inconscio individuale, e solo in seguito, quando arriva nella mente cosciente, può essere scoperta nel corpo.

Le malattie possono essere prevenute prima ancora che la persona si renda conto che sta per ammalarsi.
 
In Russia, un fotografo geniale, Kirlian, fotografò le persone… Per tutta la vita lavorò con la fotografia, con lastre di grande sensibilità, con lenti molto sensibili, per scoprire cose che non sono normalmente visibili per gli occhi e nemmeno per gli strumenti. Rimase sorpreso accorgendosi che, grazie alle sue fotografie, riusciva a vedere i fenomeni con almeno sei mesi d'anticipo.
Se fotografava un bocciolo di rosa con le sue lastre a grande sensibilità, la foto non mostrava un bocciolo, ma una rosa – domani il bocciolo diventerà una rosa. Nessuna macchina fotografica diversa dalla sua poteva fare un miracolo del genere.
Rimase quindi sorpreso in primo luogo perché la lastra sensibile poteva fotografare una cosa che non era ancora neppure accaduta – e quando l’indomani il bocciolo si apriva, era identico alla foto, senza alcuna differenza.
In secondo luogo, scoprì che il bocciolo è circondato da una certa aura – un’aura energetica che contiene tutto il programma di come il bocciolo dovrà aprirsi. La lastra sensibile cattura l’immagine dell’aura energetica che noi non siamo in grado di vedere a occhio nudo. In seguito Kirlian lavorò con le malattie, creando una rivoluzione nella medicina sovietica.
Non devi aspettare di ammalarti per poi farti curare. Puoi farti curare anche prima di arrivare alla malattia, perché la fotografia Kirlian mostrerà dove quella malattia si manifesterà – l’aura energetica apparirà già malata, con sei mesi di anticipo. Essa è in connessione col tuo inconscio cosmico.

Tramite l’ipnosi e gli esperimenti fatti con essa, puoi scoprire malattie che si presenteranno in futuro, e puoi anche trattarle.
 
I bambini potrebbero essere più felici. Un argomento che ha tenuto occupati gli psicoanalisti è il motivo per il quale, in tutto il mondo, tranne in alcune località, la lunghezza normale della vita è di settant’anni. Esistono tribù in Kashmir in cui le persone vivono sempre fino a centotrenta, centoquaranta o centocinquant’anni, e persino a centocinquant’anni hanno l’energia di un giovane. Non diventano mai vecchi, rimangono giovani fino alla morte.
Nella Russia sovietica, nel Caucaso, da dove provenivano sia Stalin che George Gurdjieff… Il Caucaso ha prodotto uomini davvero forti. In una piccola parte di esso ci sono persone che vivono persino fino a centottant’anni e ce ne sono migliaia che hanno superato i centocinquanta.
Uno dei miei amici lavorava in questa zona e chiese a un contadino che stava lavorando la terra: “Quanti anni hai?”.
Quello contò sulle dita, perché era analfabeta, e poi rispose: “Devono essere più o meno centottanta”.
Il mio amico non riusciva a crederci – centottanta! E sembrava ancora giovane.
Chiese in città e gli dissero: “È proprio vero. Suo padre è vissuto duecento anni e pensiamo che ci arriverà anche lui, perché non si vedono ancora i segni dell’avvicinarsi della morte”.

Gli psicologi si sono preoccupati di scoprire le ragioni per le quali in alcune zone la gente vive a lungo mentre nel resto del mondo arriva ai soliti settant’anni.
 
George Bernard Shaw, arrivato a settant’anni, si trasferì da Londra. I suoi amici dissero: “Cosa fai? Da vecchio è meglio stare qui con i tuoi amici, nella società, e tu sei una persona di società, una persona di cultura”.
Lui replicò: “Non posso vivere qui. Ora ho settant’anni. Questa società crede che la gente debba morire a settant’anni, e quest’idea è pericolosa. Voglio trovare un posto in cui la gente non crede a una cosa del genere”.
Scoprì un piccolo villaggio nelle vicinanze, e il metodo che adoperò per scoprirlo fu quello di andare nei cimiteri e leggere sulle pietre tombali la durata della vita delle persone; su una di esse scoprì che la persona aveva vissuto per centovent’anni. E l’iscrizione sulla pietra affermava: “Morto prematuramente a centovent’anni”.
Shaw si disse: “Questo è il posto giusto dove vivere, un posto un cui la gente pensa che la morte a centovent’anni è prematura”. Andò a vivere lì, e visse molto a lungo, un secolo. In quel cimitero era così per tutti: nessuno era morto a settant’anni.
Sembra essere solo un condizionamento psicologico. Per secoli siamo stati programmati: sette decadi e poi la fine. Questo programma è andato così in profondità che finisci per morire, non perché il corpo non possa continuare a vivere, ma perché la mente insiste: “Segui la routine. Segui la folla.”. Tu segui la folla in tutto il resto, quindi è naturale che tu segua la psicologia della folla anche sotto questo rispetto.
Gli scienziati sostengono che il corpo umano è capace di vivere almeno trecento anni. Allo stesso modo in cui continua a sostituire le cellule per settant’anni, potrebbe andare avanti per trecento, ma allora si dovrà cambiare il condizionamento. Gli scienziati vogliono cambiarlo, ma in un modo diverso, e per questo ci vorrà molto tempo. Essi pensano che il programma sia contenuto nelle cellule del corpo.
Quindi finché non riusciremo a dividere la cellula umana, come abbiamo diviso l’atomo, in modo da poterla riprogrammare – una cosa che appare molto lontana, perché non si è nemmeno iniziato il lavoro di base…

Io credo che non ci sia bisogno di usare la fisiologia a questo scopo, e che sia possibile usare la psicologia.
 
Se l’ipnosi arriva a una profondità sufficiente… se ci vai dentro, se diventa una cosa normale, quotidiana, a poco a poco arriverai a toccare l’inconscio cosmico – dove si trova il vero condizionamento – e potrai cambiarlo.
I nostri figli potrebbero vivere più a lungo, potrebbero avere una vita più sana, e non conoscere la vecchiaia. Tutto ciò è possibile, e noi dobbiamo farlo per mostrarlo al mondo, ma è anche una cosa pericolosa, perché se i politici si impadroniranno dei metodi ipnotici li useranno per i propri scopi.
 Osho, The Transmission of the Lamp, #22




1 marzo 2017

Osho: L’estasi è la nostra natura essenziale

01/03/2017

Risultati immagini per L’estasi è la nostra natura essenziale


L’estasi è la nostra natura essenziale.Per essere estatici non è necessario alcuno sforzo; per essere infelici è richiesto uno sforzo straordinario. Ecco perché sembrate così stanchi: l’infelicità richiede davvero sforzi enormi! Mantenerla è davvero complesso, perché si sta facendo qualcosa contro natura: stai andando contro corrente, questo è l’infelicità. E cos’è la beatitudine? Accompagnarsi al fiume, al tal punto da perdere qualsiasi differenziazione con il fiume: tu sei il fiume.
Come potrebbe essere difficile? Seguire il fiume non richiede di nuotare, scorri semplicemente con il fiume e il fiume ti porta all’oceano: sta già andando verso l’oceano.
La vita è un fiume, non spingerla e non sarai infelice.


http://divinetools-raja.blogspot.it La Via del Ritorno... a Casa

28 febbraio 2017

Manipolazioni...

28/02/2017

Risultati immagini per indiani d'america«Il termine giusto per definire il modo in cui le scelte delle masse vengono fatte oscillare da una parte piuttosto che da un’altra è “manipolazione”. […] Dopo tutto le masse sono ingenue e credono a ciò che viene detto loro. Le loro priorità nella vita non sono fare le indagini approfondite e confrontare le cose vere. Preferiscono adagiarsi sulle argomentazioni dello stato, che dice che la legge è legge […]
Fino a quando verrà utilizzata la tattica di istillare la paura nelle masse, si otterranno le risposte volute. […] »

Tratto da: Prigionieri dell’uomo bianco di: Ray Allen, Fernando E. Caro


http://eliotroporosa.blogspot.it/2017/02/manipolazioni.html 

27 febbraio 2017

Mentre in Italia trionfa il proibizionismo, in Colorado casa e cibo ai senzatetto grazie alla Marijuana

27/12/2017





Per oltre cinquant’anni il dibattito sulla legalizzazione della marijuana è sempre stato molto acceso. Che siate favorevoli o no alla legalizzazione della cannabis il Colorado è l’esempio lampante dei benefici economici della marijuana.


Da quando – quattro anni fa – il Colorado ha legalizzato la cannabis i ricavi delle tasse provenienti dalla vendita della marijuana sono aumentati esponenzialmente anno dopo anno fino a toccare nel Giugno 2016 quota 70 milioni. Un risultato sorprendente!

Aurora, la terza città più grande dello stato del Colorado, ha deciso di utilizzare parte dei soldi incassati con le tasse sulla cannabis per finanziare le organizzazione non-profit locali che si occupano dei senzatetto della città.



Risultati immagini per cannabis colorado senzatetto
Per i prossimi tre anni infatti la città di Aurora stanzierà oltre 3 milioni di dollari derivati dagli introiti delle tasse sulla vendita della marijuana per finanziare le associazioni del territorio che lavorano senza sosta per fornire ostelli e cibo alla comunità locale dei senzatetto. Il denaro verrà erogato nel corso dei prossimi tre anni, 1.5 milioni saranno accreditati alle associazioni entro la fine dell’anno finanziario che terminerà nel Giugno del 2017.


La storica decisione, approvata a Maggio del 2016, ha fatto presto il giro del mondo e dimostra quanto la marijuana possa avere un effetto positivo sulle comunità locali più bisognose. Sull’argomento è intervenuto il consigliere comunale della città di Aurora , Bob Roths che ha dichiarato:




“ABBIAMO VOLUTO DIMOSTRARE AI CITTADINI L’ENORME IMPATTO CHE TUTTO QUESTO PORTA ALLA NOSTRA COMUNITÀ PUNTANDO SU QUESTO TIPO DI INIZIATIVE E PROGETTI CHE VERRANNO FINANZIATI”



La legalizzazione della marijuana è senza dubbio una questione molto controversa. Tuttavia il denaro che la città di Aurora ha ricavato dalla vendita della marijuana è la prova incontrovertibile dell’enorme impatto sociale che i ricavi della cannabis possono avere. 


Risultati immagini per cannabis colorado senzatettoLa città di Aurora sta utilizzando questi ricavi per fornire i diritti fondamentali a tutti i senzatetto che potranno continuare a vivere – finalmente – una vita dignitosa.

La vicenda del Colorado è solo uno dei tanti esempi di come la marijuana non sia solo una sostanza psicoattiva ma uno strumento economico formidabile per risolvere i problemi in molti paesi. In Italia dovremmo prendere esempio dal Colorado e capire quanto la legalizzazione della cannabis possa portare un effettivo beneficio all’intero paese.


Fontehttp://haze.academy/il-colorado-usa-i-soldi-incassati-dalla-marijuana-per-dare-cibo-e-casa-ai-senzatetto/
Il Nuovo Mondo: Mentre in Italia trionfa il proibizionismo, in Col...

26 febbraio 2017

Rivolta Bianca

26/02/2017





Rivolta bianca- mi voglio ribellare
Rivolta bianca- la mia rivolta personale
Rivolta bianca- mi voglio ribellare
Rivolta bianca- la mia rivolta personale

I neri hanno un sacco di problemi
Ma non esitano a lanciare mattoni*
I bianchi vanno a scuola
Dove ti insegnano come diventare importante

Stanno tutti facendo
Ciò che chi han detto di fare
Nessuno vuole
Finire in prigione!

Tutto il potere è nella ma
Di persone ricche abbastanza per comprarlo
Mentre camminiamo per strada
Troppo polli persino per provare a farlo

Stanno tutti facendo
Ciò che chi han detto di fare
Nessuno vuole
Finire in prigione!

stai salendo di grado
O stai prendendo ordini?
Stai andando indietro
O stai andando avanti?
http://dustyroad-federico.blogspot.it/2017/02/rivolta-bianca.html

25 febbraio 2017

Sacerdotesse e prostitute


 Risultati immagini per sacerdotesse prostitute

Tutto il mondo antico conosceva la prostituzione sacra o “ierodulìa”, esercitata da sacerdotesse ritenute trasmettitrici delle virtù fecondatrici divine: l’orgasmo era considerato il momento massimo di avvicinamento alla divinità. Collegi di prostitute sacre esistevano presso i templi babilonesi della dea Ishtar, definita essa stessa come “la grande puttana”. Sembra che fosse in uso anche la prostituzione sacra maschile.

Lo storico greco Erodoto attribuisce ai Babilonesi una norma che costringeva ogni donna, almeno una volta nella vita e prima del matrimonio, a prendere posto nel santuario di Ishtar per unirsi a uno straniero in onore alla dea. Erodoto aggiunge che le donne belle di solito stavano molto poco nel tempio, quelle brutte, mesi. Erice e Locri.

Per onorare la divinità dopo una vittoria, molti Greci donavano fanciulle al tempio di Corinto (con Erice e Locri l’“Amsterdam” dell’antica Grecia), dove lavoravano come prostitute centinaia di schiave.

Testimonianze di prostituzione sacra riguardano anche Palestina, Siria, Egitto, la Mecca (prima della predicazione dell’Islam). Il meretricio sacro scomparve con le religioni monoteistiche, ovunque tranne che in area indonesiana e in India, dove le Deva-Dasi (prostitute templari danzatrici, che gli esploratori portoghesi chiamarono baiadere) vennero abolite per legge solo nel 1950.

http://www.focus.it/cultura/storia/sacerdotesse-e-prostitute

24 febbraio 2017

Storia della prostituzione

venerdì 24 febbraio 2017



Quando è nata la prostituzione? Dove? Perché? Le professioniste dell’amore sono presenti in ogni epoca, ma con ruoli e status sociale sempre diversi e spesso sorprendenti.
Etèra, meretrix, cortigiana, fille galante, mantenuta, lucciola, bella di giorno, puttana... e l’elenco potrebbe continuare, fino alle escort e alle sex workers di oggi. È comunque quello che, con un eufemismo e molta maschile arroganza, chiamiamo il più antico mestiere del mondo.

Ma lo è per davvero? In realtà no, perché il concetto di prostituzione implica un contesto di rapporti economici e culturali che è estraneo all’uomo primitivo.
Osservando le nostre cugine scimmie si è portati però a credere che la prostituzione abbia, in un certo senso, basi biologiche. Fra gli scimpanzé pigmei dell’Africa Centrale, per esempio, le femmine si concedono ai maschi in cambio di frutti e altre leccornie. Perché lo fanno?
Dovendo sostenere per anni il mantenimento di cuccioli, la natura impone loro di selezionare maschi che “pagano”, cioè aiutano a mantenere i piccoli. E i doni finiscono per essere desiderati da queste scimmie anche in assenza di piccoli da mantenere...


Affreschi in un postribolo di Pompei.


CACCIATRICE DI UOMINI
La prostituzione umana ha però radici diverse. Ai tempi dell’uomo preistorico la coppia era probabilmente a termine (ai 6 -7 anni di età, i figli passavano sotto il controllo della tribù) e, secondo gli antropologi, nel sesso anche la donna era “cacciatrice”.

Solo con lo sviluppo dell’agricoltura e il passaggio dalla vita nomade a quella stanziale, circa 10 mila anni fa, nacquero, con la coppia stabile, la divisione fra sessualità maschile e femminile e, contemporaneamente, una divaricazione nel destino sociale delle donne.

Il motivo fu in effetti soprattutto economico: per difendere e tramandare la proprietà privata (nata appunto con l’agricoltura) ai propri figli maschi, la paternità doveva essere certa. Quindi diventava necessario imbrigliare la sessualità della “moglie”, limitandone le relazioni sociali al di fuori della famiglia. È a quel punto che, per soddisfare la richiesta sessuale dei maschi non accoppiati e le “eccedenze” di sessualità di quelli già accoppiati, nacquero le prime forme di prostituzione femminile, che da una parte non mettevano a repentaglio la famiglia e dall'altra permettevano la sopravvivenza di molte donne sole.
SESSO SACRO
In origine alla prostituzione si dedicavano le schiave, le giovani sterili o le vedove senza protezione, ma c'erano anche culti che la incoraggiavano (anche quella maschile) e sacerdotesse che diventavano prostitute sacre (vedi notizia).

L’istituzione delle prime case di tolleranza si fa invece risalire al padre della democrazia: Solone, il riformatore di Atene (VI sec. a. C.). Nella società ateniese, la vita sessuale maschile era a due facce: una privata, orientata verso le donne, di cui però si pensava non valesse la pena di parlare; l’altra pubblica, orientata verso i ragazzi. La disparità dei prezzi (vedi la gallery Millenni di sesso e soldi, più sotto) fa capire che vi erano diversi mercati sessuali per clientele diverse e con funzioni sociali diverse.

Al livello più basso vi erano le pornai dei bordelli pubblici, schiave appartenenti a un custode, il pornoboskos, che era tenuto a pagare una tassa sulla rendita delle sue dipendenti a un funzionario statale che si fregiava del titolo di pornotelones. Appena un gradino più in alto vi erano le prostitute da strada: potevano essere donne libere ma povere, oppure schiave.
Gli archeologi hanno ritrovato un sandalo disegnato in modo da lasciare impressa nella polvere la parola greca akolouthi (seguimi). Le danzatrici e le suonatrici che provvedevano a procurare l’indispensabile intrattenimento durante i banchetti erano un po’ più care.

Vi erano poi le etère, collocate sul gradino più alto della scala: alcune offrivano i loro favori a chiunque, altre a clienti fissi che però tenevano nascosti uno all’altro. Anche i filosofi frequentavano le etère; molte entravano nella scuola di Epicuro, anche come studentesse, e lo stesso Socrate si intrattenne varie volte con Aspasia.

Affresco in un lupanare di Pompei


FORNICARE SOTTO GLI ARCHI. Parente dell’etèra greca era nell’antica Roma la raffinata meretrix, mentre il popolo frequentava le prostitute dei lupanari, le lupae appunto. Nei bordelli (postribula) si incontravano schiavi, artigiani, soldati e marinai. L’élite, che aveva schiave in abbondanza per i propri piaceri, disprezzava quei posti. Luoghi di prostituzione erano taverne, bagni, terme (ad stuphas), le osterie con alloggio situate lungo le grandi vie romane, e sotto gli archi (fornices, da cui deriva il nostro verbo fornicare) dei principali edifici pubblici cittadini.

Le prostitute di basso rango erano, per la maggior parte, di proprietà di un leno, padrone di schiavi, mezzano e protettore (assistito da un servo detto villicus puellarum) che rastrellava l’intero bacino del Mediterraneo alla ricerca di ragazze e bambini da vendere sulla piazza del sesso a pagamento.

Accanto alla prostituzione femminile era infatti diffusa anche quella infantile, finché non fu proibita da un editto di Domiziano (fine I sec. d. C.). «Nessuno ti impedisce di andare dai prosseneti (mezzani)», esclama un personaggio di Plauto, «a patto che tu non tocchi una donna sposata, una vedova, una vergine, una giovane o dei fanciulli di nascita libera, ama chi vuoi!»
E Catone il Censore si felicita così con un amico incontrato all’uscita di un lupanare: «Bravo! È qui che i giovani devono soddisfare i loro ardori, piuttosto che attaccarsi alle donne sposate!»

Banchetto con etère nell'antica Grecia: gli amanti erano ostentati, le amanti nascoste

32 MILA PROSTITUTE 
I Greci avevano un magistrato addetto al controllo della prostituzione, mentre a Roma esisteva un “tribunale domestico” che vegliava sulla condotta di 32 mila prostitute. Durante l’impero divennero un capro espiatorio della crisi e furono oggetto di leggi speciali. Caligola (che pure aveva fatto aprire un bordello a corte) tassò le prostitute con il vectigal (abolito in seguito da Settimio Severo), Domiziano tolse loro il diritto di successione, Teodosio il Giovane soppresse i lupanari e punì con pene severissime i genitori che costringevano le figlie a prostituirsi. Giustiniano infierì su lenoni e tenutari, mandandone a morte alcuni, e introdusse protezioni per le prostitute che intendevano cambiare vita. La sua stessa moglie,Teodora, secondo lo storico Procopio di Cesarea, avrebbe esercitato in gioventù il meretricio.
CONDANNA COL FUOCO
Presso i barbari sembra che la prostituzione fosse meno diffusa. Ma Teodorico, re degli Ostrogoti, decretò la pena di morte per coloro che accoglievano presso di sé “donne infami”. Pene severe contro il commercio del corpo furono emanate anche da Carlo Magno e dai suoi successori: per esempio, percorrere per 40 giorni la campagna, nuda fino alla cintola, con il motivo della condanna scritto in fronte con un ferro rovente. A partire dalla metà del XIII sec., col fiorire delle attività mercantili, la cura dei postriboli divenne anche motivo di propaganda politica: era simbolo dell’efficienza dello Stato.

Molte prostitute si spostavano secondo il calendario di fiere, mercati, pellegrinaggi, concili. Oppure accompagnavano gli eserciti (consuetudine tramandatasi fino a epoche recenti: si pensi alle francesi putaines de regiment della Prima guerra mondiale), compresi quelli crociati. Quando re Luigi IX di Francia proibì ai suoi uomini di portarsele dietro (VI e VII crociata), essi rimediarono con schiave musulmane.
Nel 1400 la paura dello spopolamento dovuto a guerre ed epidemie fu all’origine, indirettamente, delle fortune del meretricio. Secondo le autorità civili era infatti necessario convincere molti giovani, distratti dai “crimini contro natura” (sodomia e masturbazione), a riscoprire le gioie dell’accoppiamento eterosessuale come viatico per il matrimonio e la procreazione.

Il Rinascimento vide affermarsi la cortigiana (così chiamata perché seguiva le corti), che ricalcava la figura dell’etèra greca. Le meretrices honestae possedevano un’educazione raffinata e nelle loro dimore passavano cardinali, artisti, nobili e re. Ma «per una che riesce ad acquistarsi delle terre al sole», scrisse Pietro Aretino nel 1536, «ce ne sono mille che finiscono i loro giorni in un ospizio».
Una foto alle pareti di una casa di appuntamenti degli Anni '30: serviva ad accendere le fantasie dei clienti.


LE REGOLE DI NAPOLEONE

L’atteggiamento della società verso le prostitute mutò quando in Europa si diffuse la sifilide, considerata un castigo divino, e prese avvio il vasto movimento di moralizzazione promosso da Riforma e Controriforma.

I postriboli vennero chiusi, le prostitute sottoposte a pesanti imposizioni fiscali e si tentò di relegarle in quartieri-ghetto. Tolleranza e repressione si alternarono nel corso dei secoli. 
Fino a Napoleone, fondatore della moderna regolamentazione delle case di tolleranza (passate sotto controllo dello Stato nel 1804; l’Italia ne seguì l’esempio col regio decreto del 15 febbraio 1860).
10 ANNI DI BATTAGLIE
Sempre nell’800 prese piede la casa d’appuntamenti, dove l’incontro fra cliente e prostituta si accompagnava a una parvenza di seduzione. È del 1904 il primo accordo internazionale contro lo sfruttamento della prostituzione, del 1910 la convenzione per la repressione della cosiddetta “tratta della bianche”.
Nella Russia dei soviet la prostituzione, considerata vergognoso retaggio dello “sfruttamento capitalistico”, resiste: nel ’22 furono censite 62 mila prostitute a Pietrogrado e Mosca. Solo nel ’46 la Francia chiuse i bordelli, seguita dalla Germania. In Italia la legge per l’abolizione delle case chiuse, presentata dalla senatrice socialista Lina Merlin nell’agosto del ’48, passò 10 anni dopo, il 4 marzo ’58, tra accese polemiche e tesi ancora oggi dibattute.

Fonte: www.focus.it
fonte: https://crepanelmuro.blogspot.it