28 marzo 2014

Ingredienti della cucina naturale: la banana

di Diana Marchiori il 28 marzo 2014
Tutti noi conosciamo la banana come un ingrediente della cucina naturale ma pochi sanno delle sue innumerevoli proprietà nutritive e curative. Iniziamo con un po’ di botanica: la banana è il frutto del banano, le cui varietà più note sono: la musa sapientium, la musa cavendishii e la musa paradisiaca. Fra le tre quella “paradisiaca ha meno zuccheri ed è più ricca di amido, caratteristiche che la rendono adatta ad essere trasformata in farina. La polpa zuccherosa della banana è molto nutriente ed ha un notevole potere saziante.

Si presta a diversi utilizzi culinari e non, può essere mangiata fresca, ridotta in purea, essiccata, frullata o la si può assaporare in una delle moltissime specialità dolciarie. I vegani la utilizzano nelle preparazioni dolci al posto delle uova nell’equivalenza di 1 uovo=1 banana.

Ecco una ricetta per un dolce senza burro e senza uova, leggero e  a basso contenuto di grassi, il pane alla banana: frullate le banane in un mixer o schiacciatela a mano finché non si trasformi in una purea, a cui incorporare 150 gr di zucchero di canna, 60 ml di latte, 1 fialetta di essenza di vaniglia, 2 cucchiai di yogurt,  1/2 cucchiaio di sale e 4 cucchiai di olio extravergine. Mescolate l’impasto e a parte unite 360 gr di farina integrale 00 con un cucchiaio di acqua frizzante per rendere più morbido il composto. Unite i due impasti preparati mescolando delicatamente, ed aggiungete una manciata di uva sultanina e 20 gr di mandorle tostate. Versate poi l’impasto in una teglia imburrata ed infarinata e fate cuocere nel forno per 40-45 minuti a 180°.
banana-bread
Pane alla banana, un alimento naturale
Per i nutrizionisti 100 grammi di banana forniscono circa 89 calorie e contengono acqua al 75%, 0,33 % di grassi, 22,84% di carboidrati, fibra al 2,6% e 1% di proteine. Naturalmente questi valori possono variare a seconda del grado di maturazione dei frutto e dalla coltivazione. Il frutto è una risorsa speciale di vitamine: B1, B2,B6, A, E (anche se in minor quantità), C, PP e di minerali quali fosforo, magnesio, sodio, potassio, ferro e zinco, grazie ai quali alla banana sono attribuite proprietà rimineralizzanti e antianemiche.
Vediamo alcune proprietà peculiari.
La vitamina B2 contenuta nella banana aiuta ad eliminare le tossine e contribuisce ad un aspetto sano di unghie, capelli e pelle; mentre le vitamine PP e B6 sono importanti per la salute della pelle e aiutano a regolare gli ormoni. Le vitamine del gruppo B aiutano a rilassare il sistema nervoso. Inoltre sempre la B6 insieme ad altri due elementi del frutto, triptofano e magnesio, stimola la produzione di serotonina, essenziale per mantenere il buon umore e una buona qualità del sonno. C’è da dire che alcuni medici però minimizzano le proprietà antidepressive legate alla banana, perché la serotonina viene digerita a livello gastrico dagli enzimi.
banana penguin
Sono banane o pinguini?
Contenendo molti zuccheri semplici e carboidrati viene consigliato un basso consumo del frutto durante una dieta ed evitare di mangiarlo a fine pasto. Nonostante ciò un recente studio austriaco dell’Istituto di Psicologia, condotto su 5.000 pazienti, ha dimostrato che, in caso di fame dovuta allo stress, il potere saziante della banana si rivela molto utile per chi è in sovrappeso. Infatti, per evitare l’appetito insaziabile indotto dallo stress, introdurre i carboidrati della banana ha permesso di tenere sotto controllo i livelli di zucchero nel sangue.

Grazie alla forte concentrazione di potassio la banana si dimostra efficace in caso di pressione alta, tanto che la Food and Drugs Administration degli Stati Uniti ha permesso di reclamizzare ufficialmente la proprietà del frutto di ridurre i rischi dovuti alla pressione alta e la probabilità di ictus.
Un altro studio della scuola Twickenham del Middlesex  ha mostrato che mangiare le banane può aiutare le funzioni cognitive degli studenti. Sembra che il potassio aiuti ad incrementare la concentrazione, i livelli di attenzione e a fronteggiare meglio lo stress.
La banana risulta utile in caso di bruciori di stomaco, perché combatte un’eccessiva acidità, e si consiglia anche in caso di nausee mattutine, perché aumenta il livello di zuccheri nel sangue e, consumata fresca, persino in caso di ulcere gastriche.
banana lollipop
Lecca-lecca alla banana
Inoltre, ridurre in purea la banana con una piccola aggiunta di miele faciliterebbe a smaltire una “sbornia”. La banana è poi consigliata anche a chi decide di smettere di fumare. Difatti le vitamine B6 e B12 insieme a potassio e magnesio aiutano a sopperire alla mancanza di nicotina.
Il frutto è molto utile per chi pratica sport grazie alla presenza di sostanze vasoattive, dopamina, noradrenalina, tiamina e serotonina. Una ricerca condotta dal New England Journal of Medicine ritiene che un regolare consumo di banane potrebbe ridurre del 40% il rischio di crisi cardiache.

In passato la banana veniva considerata utile contro la psoriasi e la dermatite cronica (non infiammatoria e non contagiosa). La buccia veniva usata contro il prurito generato dall’edera del Canada. Pare, però, che la buccia interna della banana sia effettivamente utile per ridurre l’irritazione dovuta alle punture d’insetto.
Un nuovo studio condotto dall’Università Federale di Sao Carlos, in Brasile, ha scoperto che una riduzione in polvere di bucce di banana essiccate può riuscire ad attirare i metalli presenti nell’acqua (come piombo e rame) e ad avere così una funzione purificatrice.
E non da ultimo, potassio, betacarotene e vitamine del gruppo B sono utilissimi in cosmesi: il potassio ha virtù diuretiche, è utilizzabile contro la ritenzione idrica e per attenuare le borse sotto gli occhi; il betacarotene ostacola l’azione dei radicali liberi ed aiuta la pelle a rimanere liscia e giovane.
Che dire, la banana è un vero toccasana naturale per risolvere inestetismi e problemi di salute vari, oltre che un frutto prelibato facilissimo da mangiare e che non causa allergia, tanto che è tra i primi frutti da svezzamento anche se occorre sottolineare che alcune proteine contenute nella banana (proteina Ba1, Ba2, Mus XP1) potrebbero scatenare reazioni di tipo allergico in soggetti sensibili.
A tutta banana, quindi!
http://www.tuttogreen.it/alimentazione-ingredienti-della-cucina-naturale-la-banana/

24 marzo 2014

Una vita in pantaloncini corti


uomo in spiaggia
E’ arrivato il freddo e con esso aumenta ogni giorno che passa la mia voglia, nonché esigenza, di caldo. Qui in Italia trovo sollievo e soddisfazione solo stando vicino ai termosifoni, o ai pannelli radianti di Riscaldo oppure all’interno di qualche sauna di qualche palestra, o ancora grazie alla sensazione di aumento di circolazione provata nel post movimento/allenamento.  Certo tutto questo non è l’ideale,  ma aiuta a sopperire alla mancanza di luce, di calore e di raggi solari curativi che in queste stagioni più fredde vengono a mancare.
Sogno una vita che mi permetta di stare tutto l’anno in maniche corte e bermuda, liberamente scalzo. La specie umana è nata per stare all’aria aperta, a piedi nudi e con più pelle possibile esposta al sole, e non coperta da capotti e maglioni. Trovo quindi molto innaturale portare le scarpe per il freddo, ma purtroppo è per molti un esigenza. Ora qui le soluzioni sono due: o si sposta l’asse terrestre o cambiamo emisfero e ci spostiamo noi ai tropici.
Credo fortemente che il clima ideale per la nostra specie sia quello tropicale, e che qui al freddo l’uomo si ritrovi in ambiente inadatto ed errato.
Durante la sua evoluzione la razza umana è migrata dai luoghi in cui è nata adattandosi a nuovi ambienti, ma ha pagato, e sta pagando tutt’ora, questa alterazione del ciclo naturale con la diminuzione del suo ciclo di vita. Senza entrare troppo nello specifico basti pensare agli esquimesi che vivono al gelo, mangiando solo grassi animali, ed hanno una vita media di 35/40 o 50 anni a seconda delle fonti consultate.
Il corpo si abitua a tutto pur di sopravvivere, questa attitudine dell’organismo ha dato la possibilità all’uomo di insediarsi in zone non ideali alla propria specie apparentemente senza troppe difficoltà, anche se in realtà questo lo ha portato a subire un grosso dispendio energetico le cui conseguenze sono state malattie e diminuzione della durata della vita, nonché diminuzione delle qualità della stessa.
Per diverse motivazioni vivere al gelo non offre le stesse opportunità e condizioni adatte alla socializzazione che si hanno nei luoghi caldi. Non a caso i popoli tropicali, specie quelli sudamericani, sono sempre allegri nonostante le proprie condizioni culturali, economiche e sociali che sono molto più “difficili” rispetto le nostre.
Volendo ragionare con il buon senso vi sono molti punti di vista che possono essere affrontati insieme riguardo la questione, innanzitutto l’alimentazione:
Come molti di voi già sanno, noi di Fruttalia crediamo che la dieta ideale dell’uomo sia quella fruttariana o frutto vegetale (fruttaliana), e di fatto qui in inverno non c’è a nostra disposizione tutto il cibo vegetale di cui avremmo bisogno, frutta che è invece presente durante tutto l’anno ai tropici.
Passiamo poi alla questione energetica:
La perdita di foglie da parte delle piante e i periodi di letargo, o più semplicemente l’aumento di ore di sonno, affrontati dagli animali sono tutte tecniche per limitare il consumo di energia e risparmiarne quanta più possibile. Nell’uomo questo meccanismo non avviene, ma anzi continuiamo a lavorare e spremerci energeticamente anche e soprattutto d’inverno mangiando addirittura più che in estate. Il mangiare in eccesso provoca stimolazioni compensatorie alternative al nostro sistema biologico, che si riscalda per la maggiore energia generata dalla digestione e dal metabolismo aumentato. Questo dispendio genera affaticamenti e sprechi a livello di energie vitali. Tutto questo però, si potrebbe evitare con un bel paio di raggi di sole rigeneratori in più.
Anche l’uomo come gli animali dovrebbe diminuire la propria alimentazione, specie quella invernale, seguendo di più l’istinto e la natura; è questione di buon senso. Non andiamo in letargo semplicemente perché il corpo si adatta e compensa come meglio può, ma se osserviamo la natura le piante producono meno frutti in inverno e di conseguenza di meno cibo dovremmo dunque nutrirci avendone una disponibilità minore.
La Teoria che l’uomo sia un animale tropicale non è solo mia, ma nasce da studi antropologici e realtà storiche.
Il progetto “Uomo” nasce moltissimi anni fa nell’Africa subtropicale (alcuni parlano del Kenia) e si sviluppa sempre rimanendo in climi caldi. Tutte le più grandi civiltà sono nate e si sono espanse in climi temperati, vedi i sumeri ad esempio, i popoli della valle dell’Indo, gli egiziani, gli ebrei e così via… insomma “una vita in pantaloncini corti”.
spiaggia tropicale
Ben poche civiltà si sono spinte verso nord e quelle che lo hanno fatto hanno subito gravi ripercussioni sia sulla qualità che sulla durata della vita, ma soprattutto sono state obbligate a trasformare, riutilizzare e sfruttare la natura in modo innaturale ed eccessivo; vedi ad esempio l’uccisione di animali per procurarsi il pellame o ancora l’impiego degli alberi per il fuoco, pensate che gli antichi Romani per alimentare le terme cittadine hanno disboscato gran parte delle foreste del Lazio.
Quello che posso dire io è che l’uomo nasce nudo e non con la pelliccia. Neanche in Svezia, Groenlandia o in Alaska l’uomo possiede protezioni naturali ed è quindi impreparato a vivere al freddo. Insomma sono si d’accordo che l’uomo è in grado di adattarsi a tutto, l’ho sempre sostenuto e anche scritto in precedenza qui nel blog, ma trovo sia comprensibile la ricerca di una migliore qualità della vita.
La voglia di poter vivere in maglietta e pantaloncini tutto l’anno mi spinge da sempre verso terre tropicali, dove poter stare scalzo camminando su sabbia o erba mangiando ottima frutta in ogni stagione. Al caldo mangeremmo anche di meno perché sarebbe il corpo stesso a richiedere quantità minori di cibo, compensate dall’energia solare e dalla diminuzione di preoccupazioni. Questo ci aiuterebbe ad avere sangue più fluido e scorrevole senza attriti all’interno dell’organismo e quindi maggiori possibilità curative auto-prodotte.
Ovviamente non bisogna vivere male il freddo, così come qualsiasi altra cosa nella vita. Amare tutto e tutti vivendo in armonia con l’universo è uno dei miei principali obbiettivi! Onestamente però non lo gradisco così come non gradisco i disagi che esso comporta, quindi potendo scegliere lo eviterei. Il freddo non è consono ne sinergico alle nostre attività biologiche interne, e anche se ormai abbiamo imparato benissimo ad adattarci e ad affrontare qui l’inverno, non è l’ideale.
Da quando seguo il sistema Fruttalia devo dire però che va meglio, di fatto ne soffro meno, certo lo sento ancora, ma non lo percepisco più come dolore o fastidio vivendolo ora unicamente come freno biologico alle guarigioni e all’allegria emozionale. C’è anche da dire che grazie a Dio vivo a Roma, un luogo dal clima mite, un luogo che gli antichi romani scelsero non a caso. Ad ogni modo per i miei standard è già freddo anche qui, dove l’inverno “rigido” si patisce solo a Gennaio/Febbraio, e il solo fatto di doversi mettere una giacca anche a marzo o dicembre equivale per me a sentire freddo.
Comprendo i punti di vista diversi dal mio, ma sono convinto che noi “siamo energia”, lo siamo in una forma ancora non evoluta che ha bisogno di ingerire sostanze che creino attrito della circolazione sanguigna per generare calore (leggi anche Attriti interni, ostruzioni e recupero della mobilità fisica).
Muoviamoci dunque verso una trasformazione ad energia solare che comporti più cibo sano, più liquido dalla frutta e meno cibo solido. Cerchiamo di dirigerci verso una decrescita felice che ci porti ad una nuova rinascita di coscienza, e chi può inizi a pensare all’idea di emigrare in posti caldi e bellissimi che fortunatamente ancora oggi esistono su questo pianeta, un’alternativa fra tutte il nostro progetto tropicale Ubuntu (Ecovillaggio Ubuntu;… Frutta, Sole, Mare, cooperazione).
Per chi decide di restare invece,  può semplicemente  organizzarsi al meglio per resistere al freddo e alla mancanza di sole e calore, reagendo con attività fisica, o  con i mezzi riscaldanti tecnologici più vicini possibili alla natura.
Buon sole e buon calore a tutti.


23 marzo 2014

Perchè mangio esclusivamente frutta? “Tord Lyseving”

Perchè mangio esclusivamente frutta?

Tord Lyseving, fruttariano dal 1986 scrive:
Mangio frutta perchè l’ho sempre amata; porta un’armonia salutare al mio corpo e mi da più potere spirituale.
Mangio frutta per preservare la Terra.
Mangio frutta per evitare le malattie ed il dolore del corpo fisico .
Mangio frutta per essere più umile e saggio, e per espandere la mia coscienza.
Mangio frutta per espandere, sviluppare ed accrescere le mie facoltà spiritualiMangio frutta per evitare il tradizionale processo di invecchiamento.
Mangio frutta per servire la coscienza d’amore su questo pianeta.
Mangio frutta per stare in contatto con l’unità cosmica.
Mangio frutta per entrare meglio in contatto con la mia attuale incarnazione e con quella degli altri ed anche per raggiungere uno stato di Salvezza ed Invulnerabilità.
Mangio frutta perché rappresenta il principio di minor crudeltà ed il principio di una coscienza d’amore.
Mangio frutta perché mi rende la vita FACILE!
LA FRUTTA E’ LIBERTA’
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Tord Lyseving è nato nel 1943 nell’estrema città settentrionale di Lulea, in Svezia. Durante l’adolescenza si trasferì con la famiglia a Stoccolma e ha trascorso lì la maggior parte della sua vita.
Ha studiato ingegneria al Royal Technical College (KTH) di Stoccolma, dove ha seguito anche gli studi di dottorato nel suo specifico campo di lavoro, la tecnologia dei polimeri, per più di due anni. Alcuni dei suoi lavori di ricerca sono stati pubblicati nella rivista internazionale Journal of Applied Polymer Science nel 1973. Il suo lavoro di ricerca era finanziato dal Ministero della Difesa svedese: controllo delle vibrazioni di materiali polimerici in aeroplani e sottomarini.
Dopo aver lavorato per 2 anni come funzionario tecnico commerciale, avviò un’attività in proprio di artigiano e artista. Nel 1980 acquistò due negozi di prodotti biologici a Stoccolma, nei quali riceveva anche i pazienti in qualità di naturopata. Questo successe dopo la crisi di salute della sua prima moglie e i successivi studi svolti sull’alimentazione cruda, la digitopressione, l’iridologia, la chirologia e la fotografia Kirlian (con una macchina fotografica che un amico del Royal Technical College lo aiutò a costruire).
Nei successivi 20 anni ha lavorato costantemente coi suoi pazienti, scritto 8 libri (7 in svedese e quest’ultimo in inglese) e tenuto molti corsi e conferenze.
Nel corso del 1985 mangiava frutta e noci, ma dal 1986 ha escluso le noci per vivere solo di frutti e bacche.
Inoltre dipinge a olio, fa sculture in legno e ha esposto le sue opere sia in Svezia che in Spagna. Attualmente unisce elementi naturali e surrealistici nei suoi dipinti e ha dato vita a un nuovo “ismo”, il sintetismo.
Suona con grande piacere sia la tromba che il pianoforte.
Nel corso degli anni, ha viaggiato per il mondo per trovare il luogo perfetto in cui risiedere con le persone che ama, un luogo dove essere circondato da frutta e belle persone.
La foto lo ritrae nel 2009.

Intervista a Tord Lyseving (dicembre 2009)
autore di “Fruttarismo, un cammino di libertà, edizioni Impronte di luce
Intervista a cura di Mango Wodzak e pubblicata sul suo blog http://mangodurian.blogspot.com/
Ciao Tord, potresti per favore cominciare presentandoti un po’? Dicci semplicemente chi sei, di dove sei, dove vivi ora, la tua età, condizione familiare, o qualsiasi altra cosa ritieni possa darci una rapida idea di chi sei.
Una volta (penso sia stato nel 1983/84) ero seduto in meditazione a occhi chiusi e vidi 12 delle mie precedenti vite. Fu come un’ondata di marea, prima un’immagine molto chiara, poi un’altra e… disposte in una sorta di sequenza storica. Ne citerò solo alcune. Questa esperienza fu molto forte per me e colpì la mia mente con evidenti conseguenze. Cominciò con l’Africa, dove ero un uomo-medicina e stavo curando una donna ammalata nel luogo in cui vivevo, un po’ in disparte rispetto al villaggio. Preparavo una medicina naturale a base di bacche rosse in un contenitore di legno. Macinavo e pestavo le bacche riducendole in una pasta che le facevo mangiare e poi spalmavo sulla sua pelle. Diverse persone sedute in cerchio si aspettavano un miracolo di guarigione. Occupavo una posizione influente in questo villaggio africano. Successivamente, nel 1990, la mia ex moglie mi portò in Africa, Gambia, dove rimasi per qualche tempo e incontrai molte persone, persino un anziano uomo-medicina che mi chiese di fermarmi da lui per insegnargli le mie conoscenze di medicina naturale. Fui onorato di sentrmi dire una cosa del genere e in qualche modo confermava le mie precedenti esperienze di vita.
Un’altra ondata di marea storica che colpì la mia mente era ambientata nel popolo Maya o Inca, in Messico o Guatemala. VIdi un uomo con abiti multicolore con tanto potere e anche crudeltà. Posso ancora dipingere l’immagine di questo uomo dai mille colori con una grande corona di penne sulla testa. Nella vita attuale sono stato anche in Guatemala e avvicinarmi agli antichi templi, specialmente quello di Chichen Itza, fu un grande “deja vue”, o riconoscimento.
Una terza vita si era svolta in America, Canada, come capo indiano. Una cosa curiosa è che diversi amici mi avevano detto che io gli sembravo avere un qualche legame con i nativi americani. Nel 1960, in questa vita, ho visitato una località in Canada e ho danzato con indiani veri in una riserva. È stato come danzare con la mia storia.
In Russia sono stato, in momenti diversi, un giovane e famoso pianista e molto vicino allo zar Pietro il Grande, e aiutavo a costruire navi da guerra. Nella vita attuale sono stato anche in Russia, due volte, forse una specie di ripetizione per comprendere la mia storia?
La mia ultima esperienze riguardava un pilota militare in Inghilterra durante la prima guerra mondiale. Ero capo pilota, ma abbandonai, atterrando in Olanda in un’azienda agricola e sposai una bella ragazza, la figlia del contadino. Nella vita attuale ho avuto a che fare (su piccola scala) con il volo acrobatico e planato. Un’altra sorta di riconoscimento.
Questa è stata parte del mio background, e naturalmente sono stato anche povero, schiavo, prigionariero e altro, ma queste dodici incarnazioni sono apparse in maniera particolarmente forte e chiara, come se rappresentassero uno schema stampato dentro di me. Sono stato anche coinvolto in molte battaglie.
Nel presente tempo “Gregoriano” sono nato nel 1943 nella città di Luleå, nell’estremo settentrione della Svezia. Da ragazzo ero molto attivo, sportivo e pieno di talento e non ho mai usato alcun tipo di droga né sigarette, e ho bevuto solo piccoli quantitativi di alcolici. Spesso venivo eletto capoclasse e l’insegnante si serviva di me per mostrare delle cose. Aiutare le persone è sempre stato un mio “karma” evidente, probabilmente per via delle precedenti vite in cui sono stato crudele e ho sacrificato altre persone. Come dottore naturopata ho ancora questo compito di aiutare e ispirare le persone verso una vita e una salute migliori. Sono anche stato un cosiddetto coach per alcuni sportivi di alto livello e musicisti svedesi che hanno avuto ottimi risultati.
Quando ero giovane ero molto interessato all’arte e cominciai a dipingere molto presto e i miei disegni venivano spesso appesi sui muri della scuola per mostrare come doveva essere fatto un buon disegno. Che mentalità assurda! Oggi, tutti i disegni degli studenti vengono appesi ai muri.
Ho studiato al KTH (Politecnico) di Stoccolma e come ricercatore. Ho avuto anche a che fare con la FOAM (Difesa Nazionale Svedese, e la M sta per sezione per la ricerca sui materiali; la mia specialità erano la plastica e la gomma). Ho seguito gli studi per il dottorato per due anni presso l’istituto di tecnologia dei polimeri. Ho scritto diverse relazioni sul mio lavoro e un articolo su una ricerca internazionale pubblicato nella Rivista di Scienza Applicata dei Polimeri nel 1973. A quel tempo ero molto orgoglioso che il mio lavoro fosse stato accettato dagli esperti che componevano il comitato editoriale negli USA. Da quel momento venni chiamato “Dr. Tord Åredal” (il mio nome a quel tempo). Questo titolo, dottore, era riportato su lettere provenienti da tutto il mondo e dal comitato editoriale della rivista. Ma io non sono un vero dottore tecnico tradizionale perché non ho mai affrontato il tradizionale confronto con gli oppositori.
Non ho mai fatto carriera nell’industria comune. Saltai semplicemente su un altro binario e comprai due negozi di prodotti naturali, dove avrei avviato la mia nuova vita. Nel negozio ricevevo i miei pazienti e la mia cara madre (che raggiunse l’età di 92 anni) spesso mi aiutava coi clienti.
Ho tre figli (un maschio di 40 anni, una femmina di 38 e una seconda di 15). La mia ex moglie era un capitano pilota e insieme abbiamo girato il mondo nella speranza di stabilirci in un posto che avesse un buon clima e tanta frutta saporita e a poco costo. Abbiamo cercato di stabilirci a Tenerife, La Palma e in Brasile. Tuttavia, in vari modi siamo stati amorevolmente riportati indietro, dai nostri fratelli spirituali, a Stoccolma, nel 2006. Ora vivo con la mia compagna Lisa, che vedete anche nella foto. Stiamo aiutando i genitori di Lisa a costruire la loro fattoria e anche, in parte, la loro attività. Mio figlio sta avviando un’attività nell’edilizia e ogni tanto lo aiuto anch’io. Attualmente, Lisa e io siamo in contatto con persone interessate allo stile di vita fruttariano. Alcuni giovani studenti, soprattutto ragazze, vengono a intervistarmi e scrivono delle relazioni sulla vita fruttariana e sulla salute. Sono felice di vedere questo interesse, specialmente nei giovani. Il mondo spirituale invia vecchie anime in giovani corpi per rendere il mondo più ricco di frutta.
Il mio sito è www.lyseving.com, ma non lo aggiorno da diversi anni. Ho però intenzione di crearne presto uno migliore.
La migliore carriera che ho fatto è stata quella come fruttariano, dal 1984/85, in Svezia. È stato, fino ad ora, il mio viaggio più entusiasmante e mi attendo altre interessanti ricerche e nuove scoperte nel futuro.
Congratulazioni per il tuo bel sito, Mango! Magari il mio potesse essere bello come il tuo!
So che, rispetto ad altri paesi scandinavi, la Svezia è molto più sviluppata nel campo della dieta, specialmente grazie al lavoro fatto da Lily Johansson e Alf Spångberg… Hanno forse avuto una qualche influenza sulla tua scelta fruttariana?
Nel 1984 – a quel tempo ero fruttariano con noci e qualche seme – ero responsabile di una clinica salutista in Norvegia, e lì offrivamo una dieta che era una miscela di dieta crudista e dieta vegana alla Lilly Johansson. A quel tempo la clinica era vicina alla bancarotta. Chiamarono me e le cose cominciarono a funzionare. Partecipammo anche a un programma della televisione norvegese e da allora iniziò ad arrivare un gran flusso di persone.
Una volta andai a trovare Lily Johansson insieme a mia madre, per curare i suoi calcoli alla cistifellea. Si liberò di tutti i calcoli con l’aiuto di una cura a base di olio di oliva, succo di limone e cibo vegano, e da allora non ebbe più problemi. Ho parlato con Lily e mi disse che avrebbe voluto mangiare più frutta o anche diventare fruttariana, ma che non poteva per via dei suoi problemi reumatici. Aveva dolori quando mangiava alcuni tipi di frutta.
Cercai di spiegarle perché e di dirle qualcosa sulla capacità della frutta di risolvere quel problema, ma senza molto successo. Lily morì nel 1999, all’età di 79 anni. Alf Spångberg è nato nel 1924 e io credo che sia ancora vivo. Io ero già fruttariano quando lui cominciò a essere conosciuto in Svezia.
Diventai fruttariano perché le mie guide spirituali mi aiutarono in questa carriera. Una reazione comune, quando divenni fruttariano, era che quasi tutti, comprese le persone “esoterico alternative”, che fossero medium o meno, mi guardavano come fossi un estremista. Qualche amico medium mi disse persino che sarei morto di malnutrizione se avessi continuato a mangiare solo frutta….??
Quindi immagino che durante la crescita tu abbia seguito la dieta standard del tempo e del luogo. Puoi dirci qualcosa di come era?
Quando ero piccolo amavo la frutta. Quando mio padre veniva a casa con una cassetta piena di arance, potevo facilmente mangiarne 7 o 8 di seguito. Parlo di questo anche nel mio libro “Un cammino di libertà”. Riuscivo anche a mangiare 4-5 limoni di seguito senza alcun problema. Amavo i pomodori e, insieme ad alcuni amici, andavo in un posto dove li coltivavano e dove potevamo rubarli. Sono veramente nato fruttariano ma i miei genitori non avevano alcuna comprensione della cosa. Mangiavo il cibo che mia madre mi serviva e divenni vegetariano solo alla fine degli anni ’70. All’inizio degli anni ’80, la mia famiglia viveva di soli cibi crudi, la cosiddetta dieta “living food”. La mia prima moglie ed io ci recammo all’Istituto Ippocrate di Boston per imparare il loro programma con germogli, erba di grano ecc. Mia moglie migliorò molto da allora. Io e la mia famiglia vivemmo in quel modo per circa 2 anni e mezzo.
Dopo la mia rivelazione (anch’essa descritta nel libro), avvenuta in stato di meditazione nel 1983/84, divenni un vero fruttariano. Durante la mia transizione, naturalmente mi capitò di avere alcune tentazioni per il pane, le patate, il pesce (salmone) e persino, qualche volta, la carne. Le poche volte che provai a testare il cibo comune ebbi delle bruttissime reazioni. Mi piace chiamarle reazioni di depurazione. Una volta, nel 1993, feci una prova con del pollo, patate e pane. La reazione che ebbi fu semplicemente un’esperienza amorevole. Mi uscì un sacco di muco dal naso e il mio piede destro diventò insensibile, persino paralizzato, tanto che per una settimana non riuscii a sollevarlo. Dovevo trascinarlo a terra e mi faceva anche male la gamba destra e avevo tremori in alcuni muscoli.
Non appena mangiavo del cibo comune, cosa che successe poche volte e comunque solo a un singolo pasto come prova, e anche con cibo cotto vegetariano, mi veniva subito un sacco di muco al naso e le formiche lungo le gambe e naturalmente una sensazione spiacevole, pesante, alla testa. Era evidente che il cibo influiva sul mio cervello. Questa “regressione alimentare” può essere vista come parte dei miei esperimenti, aventi lo scopo di darmi una migliore comprensione delle mie reazioni fisiche. Una parte del mio lavoro privato di ricerca.
Lo sapevi che l’Amleto di Shakespeare una volta disse «Sono un forte mangiatore di carne e sono consapevole del fatto che questo danneggia il mio spirito». Eppure era famoso e riconosciuto. Sai cosa significa la parola Shakespeare? Significa “scuoti le pere”, quindi forse anche lui era un potenziale fruttariano…??
Com’era la tua salute da giovane? E il tuo peso?
Ero un ragazzo sano che aveva solo qualche raffreddore. Ero sempre in movimento con diversi sport: ballo, ciclismo, box, nuoto, corsa, salto, tennis da tavolo, calcio, hockey su ghiaccio, bandy, tennis….
Com’è la tua salute ora rispetto ad allora? Ti senti invecchiato?
Io oggi ho 66 anni (questo articolo è del 2009) e non mi sono mai sentito meglio. Sto insieme a una donna di 35 anni e non mi sento molto più vecchio di lei, fisicamente. Suo padre, un uomo simpatico e creativo, che è mio “suocero”, è un anno più giovane di me e mia “suocera”, una donna d’affari altrettanto simpatica e creativa, ha un anno più di me!
Quando non sei stato bene l’ultima volta?
Trenta anni fa. È una questione di definizione, ma non ho avuto malattie durante tutta la mia carriera fruttariana. Quando avevo una dieta crudista potevo avere qualche reazione di disintossicazione, che è comunque un buon sintomo e normale. Finché vivrò, non avrò più alcun tipo di malattia. Questo l’ho deciso e vivrò il resto della mia vita senza alcun tipo di cosiddetta malattia. Le persone che leggeranno attentamente il mio libro capiranno cosa intendo dire.
Com’è la tua alimentazione tipica di un giorno? Mangi a orari fissi?
Il tempo non ha influenza sulla mia alimentazione. Il mio desiderio è che il tempo Gregoriano non esista più dopo il 2012. Mangio solo quando ho fame. Alcuni giorni non mangio affatto e bevo solo piccoli quantitativi di acqua e succo di limone. La mia intenzione, per il prossimo futuro, è quella di minimizzare il consumo di cibo e diventarne indipendente. Lisa ed io abbiamo lo stesso obiettivo. Molti giorni frullo insieme qualche banana, avocado, mirtilli e piccoli quantitativi di frutta essiccata reidratata (mango, datteri, ananas). Frullo il tutto con il succo di due pompelmi spremuti a mano. Poi magari prendo alcune bacche – fragole, more, lamponi o altre bacche disponibili secondo la stagione – e le spargo sulla superficie del frullato, a volte con l’aggiunta di poca noce di cocco grattugiata. A volte persino un po’ di polvere di carrube. Questa mistura può durarmi diversi giorni.
So che ti chiedi se ci sono i frutti durian in Svezia. Una volta sono andato in Indonesia e Sumatra con la mia ex moglie e mia figlia di 8 anni (a quel tempo). Mangiavamo durian ogni giorno e un durian ci costava meno di mezzo dollaro. Di solito compravamo un sacco intero pieno di durian. Il durian è uno dei miei frutti preferiti, insieme al jackfruit, che mangiavo spesso durante il mio viaggio in Australia. È possibile trovare i durian in Svezia, ma il più delle volte il gusto non è buono e il prezzo per un singolo frutto è di 40/50 dollari.
Mi pare tu abbia scritto diversi libri sul fruttarismo, per lo più in svedese, ma anche uno in inglese. Quando hai scritto il primo libro?
Il primo libro era una dieta “Living foods” cioé crudista, del 1983. Lo stampai io e vendetti ogni singola copia stampata, circa 600 copie. Il mio primo libro sulla frutta è del 1986 e si intitola “Maten Din Medicin-frukstadiet (Il cibo, la tua medicina-lo stadio fruittariano)”. Questo libro è ancora in vendita e finora ne ho vendute circa 1000 copie.
Dove si possono ordinare i tuoi libri?
In alcuni negozi di prodotti naturali, qualche libreria o direttamente da me. Li vende anche una libreria di Stoccolma.
Hai accennato al fatto che il 2 di luglio è stato dichiarato giornata della frutta in Svezia. Volevo scrivere un pezzo nel mio blog su questo, ma poi la data è passata e me ne sono dimenticato… Com’è che è stata dichiarata questa giornata, e che tipo di risposta hai avuto?
Alla prima giornata della frutta in Svezia hanno partecipato circa 120 persone. Si partecipa mangiando solo frutta per quel giorno e a molte persone è piaciuta questa idea e questo tipo di manifestazione, quindi per Lisa e me fu un buon inizio. Naturalmente dichiararemo la Giornata Mondiale della Frutta anche il prossimo anno, nella stessa data. Forse organizzeremo qualche evento pubblico, vedremo.
Quanti fruttariani conosci, quanti pensi ce ne siano in Svezia e perché, secondo te, ce ne sono così pochi?
Penso ci siano state almeno 200-300 persone che hanno provato a diventare fruttariane. Alcune per brevi periodi, altre per qualche anno, con esperienze fantastiche. Molte di queste persone tornano sui propri passi per via di condizionamenti sociali. Non riescono a sopportare la pressione sociale.
Naturalmente anche le tentazioni, le vecchie dipendenze e il desiderio per i cibi comuni giocano un grosso ruolo. Molti ci provano per brevi periodi ma poi tornano indietro.
Puoi dirci qualcosa della tua transizione al fruttarismo? È stata una cosa veloce o più graduale?
Come ho detto prima, ero destinato a essere fruttariano già dalla nascita. Tutti i tipi di cibo mangiati durante l’infanzia e poi crescendo li vedo come una regressione dell’energia alimentare, allo scopo di adattarmi al mondo sociale. Creai la mia realtà, che mi era data nell’amore e con un senso. Nei miei libri, anche nel mio ultimo “Un cammino di libertà”, io parlo di 6 diversi stadi che possono essere di aiuto per le persone che stanno provando a diventare fruttariane. Non tutti sono destinati ad esserlo. La mia transizione mi ha visto passare per il vegetarismo, passando poi al crudismo e poi un salto quantico allo stadio fruttariano. Le mie guide spirituali mi hanno aiutato molto a fare questo salto.
Come hanno accolto la tua famiglia e i tuoi amici la tua rivelazione?
Già solo essere vegetariano, alla fine degli anni ’70, scatenava reazioni, ed essere un cosiddetto fruttariano era una cosa molto radicale e spaventosa per la maggior parte delle persone che mi circondavano. Ma la mia strada era segnata e io ho semplicemente seguito il percorso senza preoccuparmi di familiari e amici.
Qualcun altro nella tua famiglia ha fatto cambiamenti simili?
No. Nessuno.
Quali alimenti hai trovato più difficile lasciarti alle spalle?
In realtà, non è stato per nulla difficile lasciarmi alle spalle il vecchio cibo sostituendolo con sola frutta, grazie al mio amore per la frutta fin dalla tenera età. Quando divenni fruttariano pensai «Finalmente posso mangiare e vivere solo di dessert! Che mondo meraviglioso…” (Louis Armstrong)
Come accennato prima, a volte mi veniva voglia di pane, patate, salmone…. La mia ricerca privata con il mio corpo come laboratorio mi ha dato una vasta comprensione delle cause e degli effetti che ottengo dal cibo che mangio. Questa è stata un’esperienza amorevole. Quando facciamo una transizione alimentare, dobbiamo essere consci del fatto che si tratta di una sorta di regressione, ovvero quando depuriamo le cellule del corpo, la memoria cellulare si comporterà come se stesse facendo dei ritrovamenti archeologici e a volte questi ritrovamenti possono riportarti indietro nella storia, anche col tuo corpo.
Una volta dicevo che diventare fruttariano è come diventare un archeologo esoterico.
Scavi nella tua storia personale e la ripulisci ed è possibile scoprire molte cose durante questa spedizione temeraria.
Senti in qualche modo il bisogno di integrare la tua dieta?
Per nulla!
Sei felice della scelta e della qualità di frutta di cui disponi in Svezia?
Soddisfatto, sì! So, per via di tutti i miei viaggi per il mondo, che il gusto della frutta nei paesi più caldi, mangiata direttamente dagli alberi, è superiore. Ma posso trovare il mio paradiso solo dentro me stesso, quindi la collocazione geografica non è la prima priorità. Una volta sono stato molto vicino a trasferirmi a Cooktown, in Australia, ma… la Svezia sembra essere la mia terra al momento.
Quindi, non hai piani di viaggiare o trasferirti in un clima più caldo? Sei felice di vivere dove sei?
Non dico mai mai, ma per come appaiono le cose ora, sono soddisfatto di stare a Stoccolma o vicino a questa capitale (sembra di parlare di soldi, visto che capitale significa denaro).
A volte mi viene voglia di un clima più caldo, dove poter far crescere un mio frutteto con almeno 50 diversi tipi di frutta. Che Paradiso!
Se potessimo avere più sole in Svezia, con mezzo metro di strato di humus sul suolo potremmo facilmente far crescere qualsiasi tipo di albero da frutto in breve tempo. Spero che questo cambiamento climatico arrivi presto.
Dove e come ti vedi vivere e mangiare fra dieci anni?
Probabilmente mangerò ancora frutta in piccoli quantitativi e terrò molte conferenze per via del sempre maggiore interesse nel risparmio energetico. Specialmente fra i giovani, il cambiamento di coscienza influenzerà molti scienziati, che produrranno molte tesi di dottorato sul cibo e su come esso influenzi la società e il cervello e il comportamento degli esseri umani. Questo perché l’energia della frutta influenzerà ogni elemento della società. Questa consapevolezza inizierà a diffondersi rapidamente a partire dal 2012. Poi ci sarà un’escalation.
Pensi che la tua dieta potrebbe essere migliorata in qualche modo?
Io e la mia ragazza abbiamo l’obiettivo di riuscire a non mangiare, ovvero di non dipendere più dal cibo. Il raggiungimento di questo obiettivo potrebbe essere in questa vita oppure nella successiva. Miglioriamo ogni giorno perché abbiamo un piano.
Come ti senti quando le persone ti dicono che devi essere pazzo e che non è possibile sopravvivere mangiando come fai tu?
Al giorno d’oggi ormai nessuno più mi dice questo. Ad ogni modo, benedico ogni domanda in questo senso.
C’è nulla che vorresti aggiungere in termini di parole di incoraggiamento per coloro che aspirano al fruttarismo?
La frutta è libertà e la libertà è amore!
Infine, so che stai lavorando con un Istituto Idro-Atomico. Potresti dirci brevemente di che progetto si tratta?
In realtà, non lavoro per questa azienda, ma la sostengo semplicemente con qualche soldo, idee e contatti e per integrare Energia Libera nell’industria edile. Mi piace essere un “ispiratore radicale libero di nuovi pensieri”. Il Nuovo Mondo ha bisogno di nuovi pensieri. Il progetto dell’energia libera si basa su acqua e idrogeno, e persino sull’ottenere acqua direttamente dall’aria. Non si tratta di una cosa nuova ma… avere successo con l’introduzione di una “nuova tecnologia” nell’industria tradizionale è molto difficile e anche pericoloso, perché crea molte condizioni minacciose. Abbiamo bisogno di nuovi leader privi di ingordigia e che non siano a caccia di denaro e potere.
Grazie
Un abbraccio, Mango.
(traduzione di Elena Grassi)

22 marzo 2014

Il tumore è curabile: adesso!


Socrate secoli fa diceva: «Il sapere rende liberi!».... ma se non leggiamo, non cerchiamo.... non sapremo mai e resteremo sempre e solo degli schiavi!!! ... Buona lettura!

Tratto dal libro: “Il tumore è curabile adesso” di Robert O. Young e Matt Traverso, ed. Tecniche Nuove

Situazione odiernaEcco una fotografia istantanea della situazione odierna. Situazione prossima al punto di non ritorno.
-        1 americano su 3 muore di cancro (National Center for Health Statistics)
-        1 americano su 2 muore di patologie cardiovascolari (National Center for Health Statistics)
-        21 milioni di americani sono diabetici (CDC, Center for Disease Control)
-        43 milioni di americani soffrono di artrite (CDC, Center for Disease Control)
-        1 americano su 5 soffre di malattie autoimmuni (American Autoimmune Related Disease Association)
-        28 milioni di americani sono affetti da osteoporosi (American Academy of Orthepaedic Surgeons)
-        Il 64% della popolazione americana è in sovrappeso (CDC, Center for Disease Control)
-        121 milioni di persone nel mondo soffrono di depressione (OMS)
-        Il cittadino americano medio di 65 anni assume in media 11 medicinali al giorno.
-        Ogni anno 106.000 americani perdono la vita a causa di farmaci prescritti e somministrati in modo appropriato (JAMA, Journal American Medical Association 1994).
Mentre all’inizio del secolo scorso le malattie cardiovascolari, diabete e cancro erano responsabili di meno del 10% dei decessi, oggi nel Terzo millennio, le stesse malattie sono responsabili del 95% delle morti.
Si tratta di malattie tutte prevenibili, legate allo stile di vita e alla cattiva alimentazione!
Per completezza di dati si devono aggiungere tutte le morti per cause iatrogene, cioè per errori medici, effetti collaterali di farmaci, operazioni errate, ecc.

I ricercatori Gary Nulle et al. hanno pubblicato lo studio più completo e documentato in questo ambito, dove si afferma che nei soli Stati Uniti “le morti  per cause iatrogene sono in tutto 783.936. Evidentemente negli Stati Uniti la principale causa di morte e lesioni è il sietema sanitario stesso” (JAMA, marzo 2000, 284, B. Starfield).

Nel 2007 la spesa sanitaria è aumentata del 6,9%.
Nel 2011 il costo delle cure mediche in America ha raggiunto l’importo astronomico di 2,7 trilioni di dollari (CNN), cioè 2700 miliardi di dollari.
Entro il 2016 si prevede che tale spesa raggiungerà i 4200 miliardi di dollari, equivalenti al 20% del PIL (The National Coalition of Health Care).
In tutto questo chi gongola sono i soliti noti: le lobbies del farmaco e cioè Big Pharma.
Secondo la rivista “Fortune 500”, le 10 maggiori case farmaceutiche (Pfizer, Glaxo Smith Kline, Johnson & Johnson, Merck, Novartis, Astra Zeneca, Roche, Bristol M. Squibb, Wyeth,  Abbot Labs), conseguono più profitti di tutte le imprese della classifica (ben 500) messe assieme!
Queste aziende nel 2002 hanno conseguito profitti per ben 35,9 miliardi di dollari: più di quanto abbiano realizzato le altre 490 aziende messe assieme, al netto delle perdite.
Cos’è il cancro?Il corpo umano è per sua natura alcalino e il cancro è la manifestazione del suo tentativo di mantenere l’equilibrio, l’omeostasi.
Da questo punto di vista, la malattia è un’illusione, altro non è che la manifestazione dello sforzo compiuto dalla Natura, cioè dal corpo per evitare che i suoi tessuti subiscano processi di fermentazione e deterioramento.
Il cancro non è una malattia ma un sintomo!
Il cancro è l’effetto provocato dagli acidi e metaboliti che accumulatisi in quantità eccessiva nel sangue, passano ai tessuti, li intossicano e deprimono il sistema immunitario, ostacolando progressivamente il mantenimento del pH alcalino dei fluidi interni.
Gli acidi impediscono ai globuli bianchi di espletare la loro funzione protettiva e depurativa.
Quindi in cancro non è una cellula malata che impazzisce, ma un liquido acido che guasta e danneggia le cellule dei tessuti e degli organi quando l’organismo non elimina adeguatamente gli acidi attraverso le urine, le feci, il sudore e con la respirazione.
La cellula cancerosa è una cellula che ha subito danni in un ambiente iperacido.
Il tumore si forma quando il danno interessa un gruppo di cellule, e si forma nello stesso modo in cui si forma una crosta. La crosta è costituita dallo stesso materiale di cui è costituita la massa tumorale, poiché deriva dal meccanismo di protezione con cui l’organismo incapsula le cellule danneggiate o intossicate dagli acidi in eccesso non eliminati attraverso le vie normali. 
Nel 1931 il dottor Otto H. Warburg ricevette il Premio Nobel per la medicina per aver scoperto la causa del cancro. Egli suggerì che il cancro fosse l’esito di un ambiente acido, privato di ossigeno, e dimostrò come esso prosperi in condizioni anaerobiche (senza ossigeno) o acide.
Detto in altri termini: a causa del cancro è l’acidità del corpo!
Warburg fu l’autore di uno studio intitolato: “La causa principale e la prevenzione del cancro”, nel quale dichiarava: “non vi è malattia (cancro) di cui si conosca meglio la causa principale: l’iperacidità”.
Nel 1966 concluse uno dei suoi discorso più celebri con la seguente dichiarazione: “Oggi nessuno può dire che non si conosce la causa principale del cancro. Ormai non si può più addurre l’ignoranza come scusa per evitare le misure di prevenzione”. (discorso tenuto da Otto Warburg ai vincitori dei Premi Nobel il 30 giugno 1966 a Lindau, lago di Costanza).
Più che ignoranza sarebbe più corretto parlare di vera e propria malafede da parte delle industrie del farmaco. Le scoperte di Warburg sono conosciute negli ambienti che contano, ma sono controproducenti per gli enormi interessi economici dietro il cancro. Insegnare la prevenzione non porta guadagno: è molto più utile curare il tumore con farmaci e radiazioni.
Fermentazione degli zuccheri e pleomorfismoIl nostro corpo fermenta per colpa degli zuccheri.
A causa di processi fermentativi, le muffe, i lieviti, i batteri altro non sono che evidenze del deterioramento dei tessuti attaccati dall’acidità.
Sempre il dottor Otto Warburg non lascia spazio a dubbi: “La causa principale dei tumori è che le cellule normali passano dal respirare ossigeno al fermentare zuccheri. Le cellule normali sono aerobi obbligati, le cellule tumorali sono anaerobi parziali”.
Il pleomorfismo, cioè la trasformazione biologica di una cellula in un’altra, fu documentata oltre 100 anni fa dal grande medico batteriologo francese Antoine Bechamp.
A seguito dell’ambiente e della sua acidità le cellule cambiamo e si trasformano. Quindi una microrganismo può trasformarsi da solo da batterio a fungo a lievito a muffa e viceversa.
Quello che controlla e guida tale pleomorfismo è l’acidità o alcalinità dell’ambiente in cui le cellule sono bagnate o immerse.
In ambiente acido, un batterio normale può diventare una muffa pericolosissima per la salute. Mentre in un ambiente alcalino la muffa ritorna ad essere un batterio innocuo.
Per esempio le muffe di lieviti e batteri sono cellule che si adattano a un ambiente acido privo di ossigeno. Questo meraviglioso fenomeno è stato documentato dal medico Antoine Bechamp.
L’acidosi tissutale latente: vera e unica malattiaL’organismo umano è alcalino nella sua struttura e acido nelle sue funzioni.
Se il sangue non si libera dei veleni attraverso la minzione (urina), la traspirazione (pelle), la respirazione (polmoni) o la defecazione (intestini), il corpo li riversa nei tessuti connettivi. Ecco la malattia.
Se gli acidi non sono eliminati correttamente attraverso i canali escretori appena visti, si accumulano fino a superare la soglia di tolleranza individuale.
A quel punto sopraggiunge la crisi e l’organismo espelle o cerca di espellere il veleno o l’acido tramite la pelle (eczema, psoriasi, dermatosi, cancro…).
Ma questa NON è la malattia perché la vera malattia è sistemica e non locale: gli acidi e le scorie dell’organismo fluiscono in tutto il corpo.
Tali acidi, trasportati dal sangue e dai liquidi interstiziali, possono depositarsi in qualsiasi parte del corpo creando dei danni.
Se si depositano e concentrano nel cervello si può sviluppare demenza, Alzheimer, Parkinson, confusione mentale, amnesie, ecc. Se per esempio invece si depositano nel tessuto adiposo delle mammelle si possono sviluppare micro-calcificazioni, noduli, cisti e/o tumori.
Uno degli acidi che tendono a concentrarsi maggiormente intorno a qualsiasi forma di tumore è l’acido lattico. Questo acido è un derivato del metabolismo degli zuccheri che si forma quando l’organismo è privato di ossigeno.
Il sistema linfaticoSe il corpo non riesce a eliminare correttamente gli acidi li riversa nei tessuti e nel sistema linfatico. Questo è il motivo per cui la linfa assume un ruolo fondamentale nella prevenzione e trattamento del cancro. Si tratta di una specie di aspiratore o aspira tossine che preleva le tossine e gli acidi dai fluidi interstiziali per garantire l’integrità dei tessuti.
A fungere da pompa per il sistema linfatico c’è il movimento corporeo e il muscolo diaframmatico, che muovendosi fa circolare gli acidi e ne provoca l’eliminazione attraverso la sudorazione o il rientro nel flusso ematico da cui saranno poi eliminare tramite l’urina.
Da qui l’importanza del movimento corporeo quotidiano e di una corretta e sana respirazione profonda diaframmatica.
Se non pratichiamo attività fisica il sistema linfatico si intasa di scorie acide che non riesce più a eliminare. E’ questo il meccanismo alla base dei casi sempre più numerosi di linfoma di Hodgkin e non Hodgkin: i linfonodi si ingrossano e si infiammano perché sono saturi di tossine acide.
Importanza dell’energia vitaleQualsiasi organo, a seguito di cattive abitudini (stress, preoccupazioni, alimentazione, ansia, pausa, ecc.), manchi di energia può diventare sede della crisi dell’acidosi tissutale latente sistemica.
Cosa fareUnica soluzione contro i liquidi acidi che avvelenano il sangue e le cellule consiste nel modificare l’ambiente interno ed esterno.
“Il medico de futuro non prescriverà medicinali,
ma incoraggerà il paziente a sfruttare nel modo giusto il cibo,
l’aria fresca e l’attività fisica”. 
Thomas Alva Edison
Quindi alcalinizzare ed energizzare il corpo sono le parole chiave: respirazione, alimentazione e movimento.
- RespirazioneL’aria inspirata dai polmoni entra nelle arterie e si lega chimicamente ai sali cellulari e ai microzimi, e attraverso una trasformazione mirabile crea il sangue, che a sua volta, per trasmutazione, crea massa corporea, osso, muscolo, nervi, organi, capelli, unghie…
La qualità del sangue è determinata dalla qualità degli alimenti.
- AlimentazioneGli alimenti introdotti creano e producono il sangue. Assumiamo una media di circa 2 kg e mezzo al giorno di alimenti e bevande: una tonnellata all’anno!
In una vita media consumiamo alimenti e bevande per circa 1000 volte il nostro peso corporeo.
Alimenti scadenti, pastorizzati, raffinati, acidificanti, pregni di chimica produrranno un sangue carico di tossine e assolutamente scadente dal punto di vista biologico e biochimico.
Alimenti ricchi di clorofilla, enzimi, vitamine, minerali alcalini, acqua, ormoni e fibra (quindi alimenti vegetali crudi, in particolar modo le verdure a foglia verde) sono il carburante per eccellenza dell’organismo umano.
- Movimento corporeoIl motivo principale per cui si pratica attività fisica è eliminare acidi dal corpo attraverso i polmoni (respirazione) e la pelle (traspirazione). Questo è il motivo per cui siamo dotati di due polmoni e non un solo, e di oltre 500 pori sudoriferi per centimetro quadrato di pelle.
L’attività fisica mobilizza gli acidi attraverso questi due organi di eliminazione e riduce l’acidosi.
Il movimento corporeo migliore è senza’altro quello all’aria aperta: camminata, jogging, ma vanno bene anche il nuoto, l’allenamento con pesi e il mini-trampolino elastico (Rebounding). Questo ultimo è un delle tecniche più interessanti, economiche, facili ma potentissime per disintossicarsi e deacidificarsi comodamente in casa.
Tratto dal libro: “Il tumore è curabile adesso” di Robert O. Young e Matt Traverso, ed. Tecniche Nuove
eliotropo: Il tumore è curabile: adesso!

21 marzo 2014

Osho: Elogio della Lentezza



"È necessario che tutti comprendano come funziona il loro corpo. Se cerchi di fare qualcosa che va al di là di ciò che il corpo può tollerare, prima o poi ti ammalerai.

C'è un limite del corpo che puoi cercare di forzare, ma non puoi farlo per sempre. Magari lavori troppo; può non sembrare troppo agli altri, ma il punto non è quello. Il tuo corpo non può sopportare tanto; deve riposare. E il risultato finale sarà lo stesso. Invece di lavorare due o tre settimane e poi riposare due o tre settimane, lavora per tutte le sei settimane e riduci il lavoro a metà: è una semplice questione di aritmetica.

Questo essere di continuo sovraccarichi di lavoro, esausti, esauriti, depressi, e poi rimanersene a letto e sentirsi in colpa per tutto quanto è una cosa pericolosa che può danneggiare molte parti del corpo che sono fragili. Riduci la velocità, vai più piano, e agisci in modo completo. Ad esempio smetti di camminare come cammini adesso. Cammina piano, respira piano, parla piano. Mangia piano; se di solito ti ci vogliono venti minuti, usane quaranta. Fatti il bagno con calma; se impieghi di solito dieci minuti, fallo in venti. Tutte le attività, di ogni genere, dovrebbero essere fatte a una velocità più lenta della metà.

Non è solo una questione del tuo lavoro. In tutte le ventiquattr'ore la velocità dovrebbe essere ridotta al minimo, alla metà. Deve essere una trasformazione di tutto il tuo stile di vita. Parla con lentezza; leggi persino con lentezza, perché la mente tende a fare tutto in modo particolare.

Una persona che è troppo il tipo del lavoratore leggerà velocemente, parlerà velocemente e mangerà velocemente; è un'ossessione. Tutto ciò che fa, lo fa di corsa, anche quando non è necessario. Se va a fare una passeggiata alla mattina presto, va di fretta. Non sta andando da nessuna parte... è solo una passeggiata, e se percorrerà due oppure tre miglia non farà alcuna differenza. Ma l'uomo ossessionato dalla velocità va sempre di fretta. È un meccanismo automatico, un comportamento automatico, meccanico. Diventa quasi una cosa innata. Smetti.

A partire da oggi, riduci tutto della metà. Il T’ai Chi andrà benissimo per te. Ti piacerà moltissimo. Ti alzi, ti alzi lentamente; cammini lentamente, e questo ti darà anche una certa consapevolezza, perché quando fai qualcosa con molta lentezza - ad esempio muovi la mano lentamente - diventi profondamente consapevole. Muovila velocemente e lo farai in modo meccanico.

Se vuoi rallentare, dovrai farlo coscientemente, non c'è altro modo. Hai fatto più di quello che il corpo può fare, e la conseguenza è che il corpo collassa, non ce la fa.

Ci sono alcune cose fondamentali da comprendere. Non c'è una cosa chiamata natura umana. Ci sono tante nature umane quanti sono gli esseri umani, quindi non c'è un criterio unico.

Qualcuno corre veloce, qualcuno cammina piano. Non possono essere paragonati perché sono separati; sono entrambi assolutamente unici e individuali. Quindi non preoccuparti di questo. Non fare confronti. Vedi che qualcuno fa tanto e non va mai a letto, e tu fai qualcosa e poi devi andare a letto, e così ti senti a disagio e pensi che la tua capacità non è quella che dovrebbe essere.

Ma ti sei chiesto chi è lui e come puoi paragonarti con lui? Tu sei tu e lui è lui. Se viene costretto ad andare più piano, lui potrebbe anche ammalarsi. Sarebbe contro la sua natura; ciò che fai tu va contro la tua natura. Ascoltala. Ascolta sempre il corpo. Esso bisbiglia, non grida, perché non è capace di gridare. Ti dà i suoi messaggi solo con un bisbiglio. Se sei sveglio, potrai comprenderlo. Il corpo ha una saggezza tutta sua che è molto più profonda di quella della mente. La mente è immatura. Il corpo ha fatto a meno della mente per millenni. La mente è una nuova arrivata; non sa molto. Le cose principali sono ancora sotto il controllo del corpo. Solo cose inutili sono state passate alla mente, come pensare; pensare alla filosofia e a dio, all'inferno e alla politica.

Quindi dà ascolto al corpo e non paragonare mai. Non c'è mai stato mai nessuno come te e non ci sarà mai. Sei assolutamente unico... per il passato, il presente e il futuro. Non paragonare i tuoi appunti con quelli di un altro e non imitare nessuno. Lascia perdere quell'idea. Per due settimane prova a rallentare. Inizia da questo momento!"
- OSHO
Vivi Zen: Osho: Elogio della Lentezza

18 marzo 2014

Osho: Essere Vegetariani


L’uomo, per natura, dovrebbe essere vegetariano, perché tutto il suo corpo è fatto per il cibo vegetariano.

Se l’uomo non è vegetariano, se mangia carne, il corpo ne sarà appesantito.
In Oriente, tutti i grandi meditatori come Buddha e Mahavira hanno sottolineato questo fatto. Non per una qualche idea di non violenza – questo è un fatto secondario – ma perché, se vuoi veramente entrare in uno stato di meditazione profonda, il corpo dev’essere privo di peso, naturale, deve fluire. Il corpo dev’essere leggero, e in un non vegetariano il corpo è molto pesante.

Osserva cosa accade quando mangi carne: quando uccidi un animale, cosa accade all’animale al momento dell’uccisione? Naturalmente nessuno vuole essere ucciso. La vita desidera la propria continuazione; l’animale non muore di buon grado. 
Profondo dolore, paura, morte, angoscia, rabbia, violenza, tristezza: tutte queste cose accadono nell’animale. In tutto il suo corpo si diffondono la violenza, l’angoscia e un dolore estremo. Il corpo si riempie di tossine, di veleni. Tutte le ghiandole del corpo secernono veleni perché l’animale muore contro la sua volontà. E poi tu mangi la carne; quella carne contiene tutti i veleni che l’animale ha prodotto. La sua intera energia è velenosa, e quei veleni entrano nel tuo corpo.

Dovresti mangiare ciò che è naturale, naturale per te. Frutta, noci, verdure – mangiane quante ne vuoi. Il bello è che non puoi mangiare di queste cose più di quello di cui hai bisogno. Ciò che è naturale ti dà sempre una soddisfazione, perché sazia il corpo, ti riempie. Ti senti soddisfatto.
Se una cosa è innaturale non ti dà mai questa sensazione di sazietà. Continua a mangiare gelati: non sentirai mai che ne hai abbastanza. In realtà più ne mangi e più hai voglia di mangiarne. Non è un alimento – sta imbrogliando la mente. Ora non mangi in base ai bisogni del tuo corpo; mangi solo per il sapore. La lingua ha preso il controllo.

Ma non dovrebbe essere così. La lingua non sa nulla del corpo. Essa ha un compito specifico: gustare il cibo. Deve giudicare – e questa è l’unica cosa che deve fare – quale cibo vada bene per il corpo e quale no. È solo un guardiano alla porta, non è il padrone di casa, e se il guardiano diventa il padrone, si creerà una gran confusione.

I pubblicitari sanno benissimo che lingua e naso possono essere ingannati. Non sono i padroni di casa. Forse non sai che nel mondo si fanno molte ricerche sugli alimenti. Queste ricerche dicono che quando chiudi il naso completamente, e tieni gli occhi chiusi, se ti danno da mangiare una cipolla, non ti accorgerai di ciò che mangi. Non potrai distinguere una cipolla da una mela se il naso è del tutto bloccato, perché metà del gusto viene dal naso, e l’altra metà è decisa dalla lingua. Questi due hanno assunto il controllo. Per loro se il gelato è nutriente o no, non è il punto. Il gelato può avere un certo gusto, può contenere delle sostanze chimiche che soddisfano la lingua ma che non sono necessarie per il corpo.

L’uomo è confuso, molto più confuso dei bufali. Non puoi convincere un bufalo a mangiare gelati. Prova!

Un cibo naturale… e quando dico naturale voglio dire quello di cui il tuo corpo ha bisogno. 
Vivi Zen: Osho: Essere Vegetariani

16 marzo 2014

La “SIGNATURA RERUM”




di Paolo Alessandro Ruffini e Claudio Viacava
Cari amici, troverete la straordinaria dottrina delle “segnature” o “firme” non solo negli antichi volumi di Theophrastus Bombastus von Hohenheim detto Paracelso, nei quali egli svelò alla scienza la “Signatura Rerum”, ma anche negli studi del filosofo Jakob Böhme secondo cui il Creatore (l’Ordinatore Supremo) ha contraddistinto tutto ciò che ci circonda con un “segno” personale e caratteristico, attraverso un curioso linguaggio di simboli e di analogie, che si sarebbe svelato ai maestri di vita più meritevoli.  Una pianta con parti somiglianti ad organi umani, apparati o funzioni è utile per curare o sostenere quegli organi, apparati o funzioni. Questo concetto è ben confermato dai cultori delle Medicine Naturali i quali e non solo per antica tradizione, affermano che un alimento o pianta con una forma o una struttura “somigliante” ad un organo corporeo o a una funzione fisiologica o ad un elemento presente nel corpo umano è considerato aver una funzione terapeutica e benefica per la persona che se ne nutre o lo assume secondo le modalità e quantità prescritte. Si ricordi che anche il principio fondamentale dell’Omeopatia, tratteggiato da Samuel Hahneman, descrive chiaramente la legge dei simili (similia similibus curantur). Di queste osservazioni si è avvalso anche E.Bach sperimentando e poi utilizzando con successo i suoi famosi “fiori terapeutici”che si basano proprio sulle loro ben precise signature.

La carota
La carota affettata (per traverso) assomiglia molto all’occhio umano. Pupilla, iride e linee a raggiera sono evidenti. La scienza ci insegna che le carote contengono Betacarotene, una vitamina oleosolubile, vero toccasana per la vista e la diminuzione della visione notturna è causata dalla sua carenza. Un altro componente presente nelle carote è la Luteina (Carotenoide). Se la Luteina è carente la parte della retina sensibile alla luce può danneggiarsi. Varie ricerche hanno confermato che supplementi di Luteina naturale possono supportare e nutrire il pigmento maculare. Negli anziani, infatti, ad essere a rischio è soprattutto la densità del pigmento maculare che, se danneggiato gravemente, può portare anche alla cecità.

Il pomodoro

Il pomodoro ha quattro camere ed è rosso. Tutte le ricerche mostrano che i pomodori effettivamente sono un alimento elettivo per il sangue e il cuore. I pomodori sono ricchi di Licopene (E160d), carotenoide e potente antiossidante, un cosiddetto scavenger (spazzino di radicali liberi) che aiuta nella prevenzione dei tumori (specie quelli della prostata e della mammella), protegge dagli effetti nocivi dei raggi UV e favorisce la funzione circolatoria.





L’uva

I chicchi d’uva sono riuniti in grappoli che hanno la forma del cuore; ogni chicco assomiglia a una cellula del sangue e tutte le ricerche odierne mostrano che l’uva è un alimento che ravviva profondamente il cuore e il sangue; ed il vino rosso…fa buon sangue. Studiando il “paradosso francese” si è scoperto nella buccia degli acini un potente cardioprotettore: il Resveratrolo.





La noce

La noce assomiglia a un encefalo in miniatura, con un emisfero destro e un emisfero sinistro, 2 cerebri in alto e 2 cervelletti in basso.
Persino le rughe o pieghe della superficie richiamano la neo-corteccia. Oggi la scienza ci dice che le noci aiutano a sviluppare i neurotrasmettitori per la funzione cerebrali, sono ricchi di nutrienti per nutrire il DNA e le cellule nervose. Ricchi di Omega 3 e 6 contro il colesterolo “non buono” (LDL) nocivo in questo caso, sulla circolazione cerebrale. Contengono inoltre molto Fosforo, Calcio, Ferro, Zinco ed aiutano il ciclo di Krebs.


 

I fagioli

I fagioli aiutano a mantenere sana la funzione renale e, se consumati correttamente, sono alimenti ricchi di proteine nobili che donano energia e vitalità (ricordare il detto: “andare avanti a forza di reni”). Osservandoli bene hanno esattamente la forma del rene, con tanto di bacinetto e surrenali.







Il sedano

Il sedano, il bok choy, il rabarbaro e altre piante assomigliano proprio alle ossa. Questi alimenti sono specificamente diretti a rafforzare le ossa. Le ossa sono costituite per il 23% da sodio, poi Calcio ma anche Silicio. Se nella vostra alimentazione non vi sono questi minerali a sufficenza, il corpo li estrae dalle ossa, indebolendole. Attenzione, quindi, ad un alimentazione troppo acida, si mobiliterà il Calcio dalle ossa per tamponare l’eccesso di acidità. Questi alimenti vanno a nutrire la struttura ossea e quindi scheletrica.


 

Avocado e Pere
Avocado e Pere sono mirati alla funzione e alla salute dell’utero e della cervice della donna ed hanno proprio l’aspetto di questi organi. Alcune ricerche mostrano che, se una donna mangia un avocado alla settimana, riequilibra gli ormoni, fa eliminare il peso eccessivo dopo la gravidanza e previene le degenerazioni della cervice uterina. Una straordinaria corrispondenza? … occorrono esattamente 9 mesi per far crescere un avocado, dal fiore al frutto maturo.




I fichi
I fichi sono pieni di semini (che ricordano gli spermatozoi), e quando crescono pendono dal ramo a coppie come i testicoli. I fichi, per la signatura rerum, migliorano la qualità dello sperma maschile, aumentando i numero degli spermatozoi e rinforzandoli; contrastano così la sterilità maschile. Il fico ricorda, osservandolo bene, anche l’interno dell’intestino tenue con i suoi villi intestinali per cui i fichi sono utili anche come blandi lassativi. Molti autori affermano che sono indicati anche per i disturbi dell’utero.

 

Le patate
Le patate dolci assomigliano, secondo la signatura, al pancreas e di fatto possono agevolare l’equilibrio dell’indice glicemico, anche nei diabetici. La batata o patata americana viene usata dalle popolazioni giapponesi per curare anemia, ipertensione e soprattutto il diabete.












Il Topinambour
Il Topinambour ricorda una uomo grassoccio, con ritenzione idrica, anche tastandolo con le dita sembra ricchissimo di acqua; infatti, grazie a un altissimo contenuto di Inulina, una particolare fibra altamente solubile in grado di riequilibrare la flora intestinale, è il migliore alleato alimentare per il controllo del diabete e per tutti coloro che desiderano abbassare la glicemia naturalmente. Per cui, se consumato senza condimenti pesanti, è ideale nelle diete dimagranti nonchè per contrastare la ritenzione idrica.

 

Le olive
Le olive sostengono la salute delle ovaie, oltre alle molte funzioni delle ghiandole linfatiche.
Approfondimenti clinici hanno inoltre dimostrato che il particolare rapporto fra gli acidi grassi saturi, monoinsaturi e polinsaturi che caratterizzano la composizione dell’olio dell’oliva e la naturale presenza di tocoferoli e polifenoli, fanno sì che esso possegga una serie di preziose proprietà, quali un’azione ritardante l’invecchiamento cellulare, un azione preventiva nei confronti della formazione di calcoli biliari, un effetto antitrombico ed ipocolesterolimizzante.

 

Pompelmi, arance e altri agrumi
Pompelmi, arance e altri agrumi assomigliano alla ghiandola mammaria, ed effettivamente aiutano la salute delle mammelle e l’afflusso e il deflusso della linfa dalle ghiandole mammarie. Inoltre, essendo ricchissimi di vitamina C hanno benefici effetti sulla cellulite perché rinforzano i vasi sanguigni e migliorano la circolazione.



 

Le cipolle
Le cipolle assomigliano, secondo la signatura, alle cellule del corpo. Si può notare il nucleo e gli strati di citoplasma. Le ricerche della scienza dell’alimentazione mostrano che le cipolle aiutano, in un certo senso, a ripulire i materiali di scarto da tutte le cellule del corpo. Stimolano anche la lacrimazione che pulisce gli strati epiteliali degli occhi anche da impurità. Le cipolle contengono Metionina che è un aminoacido grande purificatore delle cellule epatiche. La cipolla è utile come ottima prevenzione antitumorale

 

Banane, cetrioli, zucchine e vegetali simili
La Banana è simbolicamente legata alla forza dell’organo sessuale maschile. È vero! Sembra una forzatura goliardica ma non lo è.
Energia: con sole 100 calorie circa, la banana contiene saccarosio, fruttosio e glucosio, che forniscono un immediato rifornimento d’energia. Gli sportivi mangiano per questo motivo le banane prima e dopo la loro attività. Buon umore: Banana è un frutto di longevità. Il triptofano contenuto nella banana, è un aminoacido essenziale responsabile per la produzione di serotonina. La serotonina è un ormone che riduce lo stress e migliora il tono dell’umore.

 

L’arachide
L’arachide giova ai testicoli e alla libido sessuale. Oltre alla vitamina E ed all’Inositolo ed allo Zinco in esse contenuti, che favoriscono la fertilità, molte persone non si rendono conto che l’Argentine, componente del Viagra, viene dall’arachide. Se snoccioli un’arachide ed apri il seme in due, all’estremità troverai un simbolo piccolissimo: un coniglietto che simboleggia la fertilità, la fecondità e l’abbondanza, anche se tradizionalmente sono state inserite tra la frutta secca in realtà si tratta di un legume (Arachis Hypogea) che in greco significa “sottoterra”. D’origine americana l’arachide ha una ricchezza di proteine vegetali e grassi con molti sali come fosforo (importante per la molecola base dell’energia ATP (adenosintrifosfato).

 

Il cavolo ed il cavolfiore
Il cavolo ed il cavolfiore (cruciufere) sono ricchissimi di composti isotiocianati. Questi elementi, contenuti in questi vegetali, sono infatti ormai ampiamente accreditati per le loro proprietà antitumorali. Il meccanismo d’azione pare essere legato alla capacità di rimuovere scorie tossiche presenti all’interno dell’organismo e potenzialmente cancerogene. In pratica  questi alimenti svolgerebbero una profonda azione detossificante (come ha dimostrato anche il Dr. Max Gerson), capace di proteggerci dall’insorgenza di alcune forme tumorali. Si noti la sua somiglianza ad alcune masse tumorali.

Il Pistacchio
Il Pistacchio: guardando bene la sua forma, consistenza ed il colore ricorda veramente un calcolo biliare di colesterolo. Alcuni ricercatori americani invitano a consumarne 30 grammi al giorno (1 tazzina) e 5 volte alla settimana in quanto possono aumentare il livello del colesterolo HDL (quello cosiddetto buono). Il pistacchio ha inoltre la capacità di tenere sotto controllo la pressione e prevenire l’ipertensione. Ricco di antiossidanti come la luteina e betacarotene. Questi antiossidanti evitano che le pareti dei vasi sanguigni si ricoprano di colesterolo. Per meglio comprendere la capacità del pistacchio di spaccare questi depositi di colesterolo bisogna risalire alla “signatura” della pianta che lo produce. La Pistacia Terebinthus è un arbusto particolarmente forte che non soffre né caldo né vento né siccità né altre intemperie e le sue radici sono in grado di spaccare rocce e sassi (in Sicilia la Pistacia è anche chiamata “spaccasassi”) per aprirsi una via di crescita anche nei terreni più difficili. Si capisce ora come possa agire sulle concrezioni di grassi nelle arterie.
COMPRESSA-MENTE: La “SIGNATURA RERUM”