30 maggio 2012

La fede

“La fede non è affatto una virtù, né è un contributo all’evoluzione del genere umano. La fede è il più grande ostacolo mai creato per le persone che vogliano mettersi alla ricerca del vero. Prima ancora di aver ricercato, viene data una fede, di seconda mano, e viene detto che questo è sufficiente: non occorre ricercare, Gesù l’ha fatto per te… la fede non è altro che un nascondere l’ignoranza, ed è qualcosa molto a buon mercato. La verità richiede molta energia, un impegno radicale, assoluto, e un coinvolgimento totale nella ricerca. E la verità si trova dentro di te, la fede giunge dall’esterno. Ricorda: qualsiasi cosa ti arrivi dall’esterno, non ti aiuterà. La verità è già viva dentro di te, non ti occorre fede alcuna. È la fede che ha mantenuto il genere umano nell’ignoranza. Il Cristianesimo e tutte le altre religioni sono parte di un’unica cospirazione tesa a castrare il genere umano. Hanno distrutto la dignità dell’uomo, riempiendovi solo di senso di colpa, facendovi sentire peccatori. Ecco perché definisco il Cristianesimo il veleno più mortale. È tempo di liberarsi dal Cristianesimo – e da tutte le altre presunte religioni, che altro non sono se non versioni diverse della stessa stupidità. L’uomo ha bisogno di assoluta libertà dal passato. Solo così potrà vivere responsabilmente nel momento, e solo allora potrà creare un futuro nuovo, per l’umanità a venire. Ogni essere umano ha bisogno di una deprogrammazione.” Osho

23 maggio 2012

Osho...senza aspettative

 
 Vivi senza aspettative. 
Affrontare la vita con aspettative porta inevitabilmente alla frustrazione, sempre e comunque.  
L'aspettativa è la causa alla radice della frustrazione. 
Solo se ti muovi senza aspettative, troverai qualcosa; altrimenti la tua mente pretenderà sempre qualcosa, si aspetterà sempre qualcosa: "Questo dovrebbe essere così, e quello dovrebbe essere cosà". 
E nel mondo nessuno deve in alcun modo, corrispondere a ciò che tu pretendi, esigi, consideri giusto.
Osho
eliotropo: Osho...senza aspettative

22 maggio 2012

OSHO... TESTIMONE

 Interpreta bene il tuo ruolo, ma non preoccuparti troppo dei successi e dei fallimenti, perchè in ultima analisi non fa alcuna differenza.I vincitori e i perdenti sono tutti sullo stesso piano, perchè è solo un gioco, non è reale. L'unica cosa reale è il testimone, tutto il resto è solo una recita.
Osho
IL POTERE DEL QUI E ORA: OSHO... TESTIMONE

19 maggio 2012

Pistacchi

ECPLANET

I pistacchi sono ideali per controllare la glicemia

By Edoardo Capuano - Posted on 18 maggio 2012
PistacchiLa frutta secca ha tante proprietà importanti, nonostante sia molto calorica. Torniamo ancora una volta a parlare dei pistacchi, già eletti tempo fa lo snack ideale per perdere peso o mantenere la linea. Secondo una nuova ricerca pubblicato dall’European Journal of Clinical Nutrition, i pistacchi sono in grado di controllare la glicemia.
Alcuni ricercatori del Canada hanno notato che questo tipo di frutta secca, nelle giuste proporzioni, agisce sul valore della glicemia. Per giungere a questa tesi hanno preso in considerazione un gruppo di adulti in sovrappeso, ma senza problemi di salute.
Durante i test, le persone hanno consumato pistacchi in abbinamento con dei carboidrati (per l’esattezza pane bianco). I volontari sono stati divisi in tre gruppi e la dieta differenziava nella dose di frutta secca: 28, 56 e 84 grammi.
È emerso che maggiore era il consumo di pistacchi, ridotta era la risposta glicemica. Stando alle analisi, c’era una riduzione del 40 percento, se i pistacchi erano mangiati con il pane, rispetto al 20 percento dato dal solo consumo della pasta o del pane. Il dato quindi arrivava al raddoppio. Donatella Caruso, professore di biochimica all’Università degli Studi di Milano, ha dichiarato:
«Per capire l’importanza di questo studio è necessario ricordare che “l’indice glicemico” di un alimento misura quanto i carboidrati forniti sono in grado di aumentare la concentrazione di zuccheri nel sangue (glicemia). Più un alimento aumenta la glicemia, maggiore e più veloce è la secrezione di insulina da parte del pancreas e questo è correlato a un maggiore rischio di sviluppare diabete.»
Si crede quindi che alcuni grassi, come quelli contenuti nell’olio d’oliva e nella frutta secca, siano in grado di modificare l’assorbimento dei carboidrati. Ma c’è di più, perché come abbiamo appena accennato all’inizio, la frutta secca oleosa contiene antiossidanti e acidi grassi molto importanti per le malattie cardiovascolari e la per la riduzione del colesterolo.
Ciò vuole dire che questo prodotto deve essere assolutamente introdotto nella dieta, anche se in dosi moderate, perché estremamente calorico. Ma quando conviene mangiare i pistacchi? A merenda o prima dei pasti, perché diminuiscono il senso di fame e di conseguenza aiutano a mangiare meno.
Fonte: dietaland.com

17 maggio 2012

L'IDEA CHE OSHO AVEVA DELL'AMERICA...


 L'idea che Osho aveva dell'America non era conforme alla realtà,anche i maestri Illuminati si possono sbagliare,come anche la sua totale fiducia nella medicina allopatica, tanto da lasciare al suo medico personale la direzione dell’ashram di Poona unico posto al mondo che necessita di un test hiv negativo per entrare,ma si sa quando si è condizionati dalla nascita a vedere nell'occidente e nei suoi metodi il paradiso terrestre, si puo' cadere in errore e nei passi successivi descrive la sua delusione


“Ho sempre rispettato l'america come paese democratico e ho sempre apprezzato il rispetto dell'individuo della libertà e della libertà di espressione. Ho sempre amato la costituzione americana, ma ora ho la sensazione che sarebbe stato meglio che non fossi mai venuto qui,perchè mi sento completamente deluso. Quella costituzione è una fandonia quelle parole individuo, libertà, capitalismo,libertà di espressione non sono altro che parole. Dietro questa facciata ci sono sempre gli stessi politicanti con le stesse facce disgustose e la stessa mente mediocre e secondo me solo le persone piu' meschine che esistano al mondo le piu' abbiette sono attratte dalla politica perchè sanno di potere fare qualcosa solo se viene dato loro il potere e si ha bisogno del potere solo per fare qualcosa di male. Altrimenti l'amore è sufficiente, basta la compassione” Osho 



Questi passi mi hanno fatto capire che anche Osho non era infallibile anche Osho aveva un'idea  distorta della politica dell'economia della medicina occidentale 

in questo periodo dove tutto crolla dove niente è piu' certo e stabile anche il mito di Osho vacilla,ma che rimane sempre per me, l'incontro piu' importante della mia vita


Swami Antar Raja


Altra Realtà: L'IDEA CHE OSHO AVEVA DELL'AMERICA...

Meditazione Mandala














Meditazione Mandala TM
Questa è un’altra tecnica di grande efficacia, che crea un circolo di energia che ti porta a ‘centrarti’ in modo naturale. È formata da quattro stadi di 15 minuti ciascuno.



Primo stadio: 15 minuti
Inizia a correre sul posto, a occhi aperti, iniziando piano, per poi aumentare gradualmente la velocità. Porta le ginocchia più in alto possibile. Respirando in modo regolare e profondo metterai in movimento la tua energia. Dimentica il corpo e dimentica la mente. Non fermarti.





Secondo stadio: 15 minuti
Siediti a occhi chiusi, tenendo la bocca socchiusa e rilassata. Inizia a ruotare il busto dolcemente, come una canna mossa dal vento. Senti il vento che ti fa oscillare da una parte e dall’altra, avanti e indietro, in ogni direzione. In questo modo, le energie risvegliate dal primo stadio verranno guidate fino al centro energetico situato nella zona dell’ombelico.





Terzo stadio: 15 minuti
Sdraiati sulla schiena e, mantenendo la testa immobile, apri gli occhi e falli ruotare in senso orario con un movimento ampio come se stessi seguendo le lancette di un grande orologio, il più velocemente possibile. È importante che la bocca rimanga socchiusa, la mascella rilassata e il respiro leggero e regolare. Questo porterà le energie di centratura nel terzo occhio.





Quarto stadio: 15 minuti
Sdraiati e resta in silenzio e immobile, a occhi chiusi.

 osho





























15 maggio 2012

L'Assassinio di Osho - Perchè si Uccide un Leader Spirituale

 


Osho fu assassinato dalla CIA mediante avvelenamento da tallio e morì il 19 gennaio 1990, all’età di 60 anni. Che fu assassinato non lo dice un complottista come me; lo dice lui stesso, lo dicono i suoi allievi, e la storia del suo assassinio è narrata nel libro “Operazione Socrate”, che spiegano anche le ragioni per cui venne avvelenato.
Ritengo però che le cose non siano andate esattamente come le raccontano i suoi allievi, e qui spiegherò il perché.

Negli anni della mia adolescenza e successivamente, fino alla laurea, non avevo molta simpatia per Osho. I media infatti lo presentavano come un guru spirituale che viaggiava in Rolls Royce, e i cui seguaci facevano orge e fumavano haschisch.
Mi infastidiva poi la quantità di libri in circolazione che portavano il suo nome. Sono usciti infatti circa 400 titoli a suo nome, che trattano tutti i temi della vita; la religione, la vita, la morte, l’amore, il denaro, la depressione, la felicità, la politica, l’etica.

I suoi seguaci poi mi parevano un po’ sciroccati. Qualche anno fa ne conobbi uno ad un corso di meditazione; gli chiesi come mai, se era stato assassinato, i suoi seguaci non organizzavano manifestazioni, non scrivevano libri, aprivano siti e denunciavano il problema.
Mi rispose: “E perché mai dovremmo denunciare la sua morte? Osho non è mica morto. Se ne è andato il suo corpo ma lui è più vivo che mai”.

Un’altra volta mi imbattei in un Sannyasin seguace di Osho ad un corso di Shiatsu. Mi disse: “Osho non è stato assassinato. Chi crede di averlo ucciso si sbaglia e non ha capito niente della vita. Osho se ne è andato quando la sua anima ha deciso. Ha solo scelto di andarsene in quel modo”.

Dopo aver ascoltato queste risposte rimanevo con la sensazione che i seguaci delle idee di Osho fossero un po' sciroccati e dicevo tra me “ecco perché nessuno si occupa della sua morte; questi qui dicono addirittura che non è morto, o che ha scelto lui di morire”.

Anzi, dopo aver parlato con loro mi convincevo che la storia del suo assassinio doveva essere una balla, prima di tutto perché nessuno dovrebbe aver interesse a uccidere il leader di un branco di sciroccati; e in secondo luogo perché questa storia della CIA mi pareva una stupidaggine; “quando non si sa a chi dare la colpa, si tira sempre fuori la CIA o gli extraterrestri”, pensavo.

Qualche anno fa presi in mano un libro di Osho, “La via delle nuvole bianche”, e rimasi colpito dalla bellezza e della profondità del libro. Poi ne lessi altri e via via mi convincevo che il suo pensiero era di una profondità fuori dal comune, che mal si attagliava all’immagine di orge e Rolls Royce che i media ne avevano tramandato.

D’altronde la data della sua morte era quanto meno sospetta, perché è difficile, ai nostri giorni, morire a sessanta anni per cause naturali, specie se stiamo parlando di un uomo che viveva seguendo una dieta sana e principi anche spirituali sani.
Decisi quindi di approfondire.

La morte di Osho.
Osho aveva lavorato, e poi fondato una comunità spirituale, in India. Nel 1981 si trasferisce in America e fonda una comunità nell’Oregon, ad Antelope. Raineeshpuram.
Venne arrestato il 28 ottobre del 1985 a Charlotte nella Carolina del nord e fu tenuto in stato di arresto per dodici giorni.

Motivo dell’arresto: immigrazione clandestina. In poche parole, per quello che, in Oregon, è un semplice illecito amministrativo, Osho fu tenuto, illegalmente, dodici giorni in prigione e gli fu comminata una pena di dieci anni di galera (con la sospensione condizionale) in aggiunta alla espulsione dagli USA.

Più nel dettaglio, venne accusato perché alcuni cittadini americani che frequentavano la comunità di Osho aveva contratto matrimoni di convenienza con degli stranieri, per far acquisire loro la cittadinanza americana.
L’accusa poi era sicuramente falsa, perché Osho era il leader di una comunità che contava oltre 7000 persone; difficile immaginare che fosse direttamente colpevole di questi reati.

Ma, quand’anche fosse stato responsabile, Osho viene sottoposto ad una serie di procedimenti illegali, e tenuto in stato di arresto per molti giorni in più rispetto a quella che sarebbe stata la normale procedura.
I suoi avvocati non vennero avvisati dell’arresto.

Venne trasferito in dodici giorni in prigioni diverse, senza motivo e senza una regolare procedura. Fu registrato in una prigione con il falso nome (per quale motivo?) di David Washington. Fu tradotto in un carcere di Contea e non nel carcere federale, dove per giunta rimase 4 notti anziché una, come previsto in genere per i prigionieri in transito.

Leggendo la sua biografia, e il libro che alcuni suoi discepoli hanno scritto sulla sua morte, saltano agli occhi poi alcune cose. Anzitutto la testimonianza di un detenuto in carcere per omicidio, Jonh Wayne Hearu, che al processo dichiarò di essere stato avvicinato per gettare una bomba sulla comunità di Osho.

L’insabbiamento di alcune testimonianze di agenti federali che dichiararono che stavano indagando sugli autori di una minacciata bomba nel carcere in cui era stato tradotto Osho; pare che le telefonate partirono da centri istituzionali, ma l’inchiesta su questa vicenda venne insabbiata e il funzionario che stava indagando venne trasferito.

Il giorno dell’arresto erano pronti centinaia di militari che avevano circondato la comunità di Osho in assetto da guerra e con elicotteri da combattimento; ma Osho fu avvertito della cosa e quel giorno si fece trovare a casa di una sua seguace, dove si consegnò pacificamente.

Per giunta da giorni gli avvocati di Osho chiedevano notizie circa l’eventuale possibile arresto di Osho il quale, nell’eventualità, voleva consegnarsi spontanemente; le autorità americane rassicuravano i legali dicendo che non dovevano temere nulla, ma l’arresto fu effettuato a sorpresa e con la preparazione di un vero esercito.
Questo perchè, a mio parere, avevano preparato una strage che fu sventata dallo allontanamento di Osho dalla comunità.

Un altro fatto inspiegabile di quei giorni è che Osho disse di essere stato in carcere per undici giorni, quando invece i giorni erano dodici. In altre parole, per un giorno Osho perse la memoria. Non fu mai chiarito il perché e come.

La cosa più incredibile, comunque, è che a seguito di queste vicende ad Osho fu riscontrato un avvelenamento da tallio che lo portò alla morte in pochi anni.

A questo punto, se un seguace di Osho, non essendo un complottista, si limita a riferire i fatti domandandosi il perché, per me è abbastanza chiaro il susseguirsi degli avvenimenti.

Lo spiegamento di forze militari in assetto da combattimento si spiega perché probabilmente, per il governo la cosa migliore sarebbe stato provocare un incidente per poter uccidere Osho direttamente il giorno dell’arresto. I giornali e le TV, che già negli anni precedenti avevano creato problemi alla comunità dipingendoli come satanisti, orgiastici, ecc., avrebbero fatto il resto e la vicenda sarebbe stata liquidata come un atto di ribellione da parte di fanatici fondamentalisti, repressa con le armi dall’eroico esercito americano.

Nei giorni successivi all'arresto Osho fu trattenuto in carcere più del dovuto perché doveva prepararsi l’avvelenamento da tallio; l'avvelenamento avvenne probabilmente spargendo la sostanza nel letto dove Osho dormì; lui infatti era solito dormire su un fianco, e la parte del corpo che risultà agli esami maggiormente contaminata fu proprio quella dove Osho aveva dormito.

In merito all’assassinio di Osho fu preparata anche una dichiarazione a firma di vari senatori, giornalisti e personaggi pubblici tra cui Strik Lievers, Luigi Manconi, Marco Taradash, Michele Serra, Giorgio Gaber, Lidia Ravera, Giovanna Melandri, Gabriele La Porta, in cui dichiarano: “Il quadro dei fatti descritto nel libro è impressionante e gravissimi sono gli interrogativi che ne escono, formulati esplicitamente dagli autori.

Va detto con chiarezza: se coloro cui spetta non vorranno o sapranno dare risposte persuasive, saranno essi a legittimare come fondata la denuncia dei discepoli di Osho. Da parte nostra riteniamo ci siano elementi più che sufficienti per richiedere l’apertura di un’inchiesta sul piano internazionale. Ed è nostra intenzione non lasciare nulla di intentato perché si faccia luce su questa pagina oscura, per sapere se, ancora una volta nella storia, il diverso sia stato prima demonizzato e poi eliminato nell’indifferenza generale.

Questo comitato di sostegno nasce perché il caso Osho Rajneesh non sia dimenticato e diventi invece coscienza internazionale”.

Perché fu ucciso.
La spiegazione data dai suoi allievi, che Osho fu ucciso dai fondamentalisti Cristiani, che vedono Satana in tutto ciò che non è cristiano, non mi convince per varie ragioni.

C’è infatti un particolare, non piccolo, ma anzi di assoluta importanza, che sfugge ai seguaci di Osho. Bush padre, come il figlio e come Reagan (presidente al tempo dello arresto di Osho) NON sono cristiani nel senso “cristiano” del termine. Il cristiano vero, in teoria, dovrebbe essere tollerante e amorevole verso tutti, e non dovrebbe per nessun motivo uccidere. Loro sono cristiani nel senso “rosacrociano”; fanno parte cioè di quel ramo dei Rosacroce deviato, l’Ordine della Rosa Rossa e della Croce d’Oro, che parlano di Dio e di Cristo intendendo questi termini in senso esattamente opposto al senso cristiano. Non a caso in nome di Dio scatenano guerre uccidendo milioni di persone, e Bush spesso ha ripetuto infatti che “Dio è con lui”. Perché il Dio in nome del quale scatenano la guerra è il loro Dio, Horus, non il Dio dei Cristiani.

Bush quindi non è un cristiano, e, anzi, da un certo punto di vista Osho è più cristiano di molti “cattolici”, in quanto seguiva alla lettera i principi di amore e tolleranza che sono scritti nei 4 vangeli.

Anzi, dal punto di vista dei Rosacroce, il movimento di Osho contribuisce col suo sincretismo ad abbattere la forza dell’ideologia cattolica, e quindi in questo senso è funzionale agli interessi della religione di Bush.

Il problema quindi non può essere religioso.

Leggendo gli scritti di Osho mi sono convinto che la ragione dell’omicidio è di tipo spirituale. Infatti, la comprensione e l’interiorizzazione dei principi su cui si basa la filosofia di Osho è idonea a scardinare proprio quei capisaldi su cui la massoneria rosacrociana basa la sua forza: ovvero il concetto della morte, e il concetto del denaro.

Osho con i suoi scritti incita a non temere la morte ed a viverla come uno stato di passaggio, in cui addirittura si vivrà meglio che nel corpo fisico.

E, nonostante girasse in Rolls Royce, non era attaccato al denaro.
Da giovane insegnava all’università ma rifiutò una promozione perché, lui disse, non voleva regalare ancora più soldi allo stato con le tasse.

Dopo qualche tempo lasciò il lavoro perché non si ritrovava in quel mondo lavorativo.
E non si preoccupò mai del denaro, perché sosteneva che nell’universo arriva sempre esattamente ciò di cui hai bisogno, nel momento giusto.

Le Rolls Royce arrivarono perché la sua comunità attirava anche gente ricca, e ciascuno metteva in comune ciò che aveva; a Rajneeshpuram ciascuno metteva in comune ciò che aveva e poteva. Gli avvocati gestivano gratis i problemi della comunità; i muratori costruivano, i medici curavano, i docenti di varie displine insegnavano e, ovviamente, chi aveva soldi, donava soldi.

Osho spiegava che la civiltà occidentale viveva una strana schizofrenia nel rapporto con il denaro; da una parte alcuni lo eleggono ad oggetto di culto; dall’altra, quando si incita a vivere una vita spirituale, si tende a disprezzarlo o farne senza. In realtà il denaro e il lusso sono un mezzo come un altro, che possono esserci o meno, ma che non devono intaccare la serenità interiore che invece si acquista con altri mezzi.

Apparentemente contraddittorio poi anche il suo rapporto con la vita; se da un lato insegnava ad amarla e a viverla in pieno, dall’altro non ne era attaccato.

Esemplare, in questo il racconto della sua morte effettuato dai suoi seguaci: nella notte lui si sentì male per l’ennesima volta, sfinito dagli anni del dopo carcere e dai dolori.
– Chiamiamo Amrito? – chiesero i suoi seguaci. Amrito era il medico personale di Osho.
– No, rispose lui. E’ il momento che me ne vada. Inutile forzare ancora le cose. Oramai soffro troppo in questo corpo.

Insomma, Osho faceva paura perché il sistema massonico in cui viviamo si basa su due fondamenti:
la paura della morte.
la paura della perdita economica.

Senza queste paure il sistema massonico, che vive di minacce dirette o indirette (se ti opponi perderai il lavoro; perderai la vita; perderai l’onore perché ti infagheremo) non potrebbe resistere.

Senza la paura della morte (tua e dei tuoi cari) svanisce anche il ricatto familiare che si riassume nella frase: non ti opporre al sistema se tieni alla tua famiglia.


Aggiungiamo anche che la comunità di Osho, vivendo secondo un sistema di valori e abitudini differente da quello su cui basano le comunità occidentali (ciascuno metteva in comune ciò che aveva) sarebbe perfetta per contrastare gli effetti della crisi economica in cui stiamo per piombare a capofitto.
La crisi economica infatti si basa essenzialmente sulla perdita della disponibilità del denaro, inteso come posta contabile.

Ma se imparassimo a vivere incentivando forme di scambio tipiche dell’antico baratto (io ti do ciò che ho, abilità manuali, conoscenze intellettuali, il mio lavoro di falegname, avvocato, medico, elettricista, esperto di Pc, ecc., in cambio tu mi dai ciò che hai, prodotti dell’orto, materie prime, il tuo terreno, la tua casa, ecc...) gli effetti della crisi economica potrebbero in parte essere attenuate se non addirittura azzerate (si pensi a piccoli paesi di montagna o di campagna, in cui il mettere in comune fin da subito le proprie capacità e i propri beni potrebbe essere una soluzione immediatamente praticabile).

Anche dal punto di vista religioso, Osho poteva far paura, ma per un altro motivo. Egli non ha fondato una sua religione, né si ispirava ad una religione particolare. Nei suoi libri e nei suoi discorsi utilizzava il Vangelo quando parlava a persone cattoliche, i Sutra buddisti quando parlava a buddisti, i Veda indiani quando parlava a induisti, e attingeva da fonti ebraiche, sufi, e chassidiche. Scrisse anche “Le lacrime della Rosa mistica”, tra i tanti libri.

Si possono leggere i suoi scritti, quindi, pur restando buddisti, cristiani, o ebrei.
Ma dava una lettura dei testi sacri più moderna e al passo coi tempi, il che poteva far paura a coloro che ancora ragionano con schemi che risalgono a migliaia di anni fa, e che usano la religione come uno strumento per tenere sotto controllo le menti degli adepti.

Osho, in altre parole, fu ucciso per lo stesso motivo per cui furono uccisi altri leader spirituali famosi, come Ghandi e Martin Luther King. Più in generale, fu ucciso per la stessa ragione per cui vengono uccisi tutti quelli che si ribellano al sistema denunciandolo fin nelle fondamenta, dai cantanti, agli scrittori, ai registi, ai magistrati, ai giornalisti.
La diffusione delle idee di Osho poteva contribuire a scardinare il sistema.

Ma su un punto aveva ragione Osho. Il suo pensiero, per quanto abbia potuto fare il sistema in cui viviamo, non è andato perduto. Lo testimoniano la continua ristampa e le nuove edizioni dei suoi libri, che si diffondono costantemente sempre di più.
Per certi versi Osho è più vivo che mai.

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Da
Mai Nato, Mai Morto - di Osho

“Si dovrebbe accogliere la morte con gioia... è uno dei più grandi eventi della vita. Nella vita, esistono solo tre grandi eventi: la nascita, l’amore e la morte. La nascita, per tutti voi, è già accaduta: non potete farci più nulla. L’amore è una cosa del tutto eccezionale... accade solo a pochissime persone, e non lo si può prevedere affatto.
Ma la morte, accade a tutti quanti: non la si può evitare. È la sola certezza che abbiamo; quindi, accettala, gioiscine, celebrala, godila nella sua pienezza.
La morte è semplice svanire nella fonte. La morte è andare nel regno di ciò che non è manifesto: è addormentarsi in Dio.
Di nuovo tornerai a fiorire. Di nuovo rivedrai il sole e la luna, e di nuovo e ancora... fino a quando non diventi un Buddha, fino a quando non riuscirai a morire in piena coscienza; fino a quando non sarai in grado di rilassarti in Dio consciamente, con consapevolezza.
Solo allora, non esiste ritorno: quella è una morte assoluta, è la morte suprema.”

“Se mi hai amato, per te, io vivrò per sempre. Vivrò nel tuo amore. Se mi hai amato, il mio corpo scomparirà, ma per te, io non potrò mai morire. Anche quando me ne sarò andato, so che tu mi verrai a cercare. Certo, ho fiducia che tu verrai a cercarmi in ogni pietra e in ogni fiore e in ogni sguardo e in tutte le stelle. Posso prometterti una cosa: se mi verrai a cercare, mi troverai... in ogni stella e in ogni sguardo... perché se hai veramente amato un Maestro, con lui sei entrato nel Regno dell’Eterno. Non è una relazione nel tempo, dimora nell’assoluta atemporalità.
Non ci sarà morte alcuna. Ιl mio corpo scomparirà, il tuo corpo scomparirà, ma questo non farà una gran differenza. Se la scomparsa del corpo creasse una pur minima differenza, dimostrerebbe soltanto che tra noi non è accaduto l’amore.”


OSHO
MAI NATO
MAI MORTO
HA SOLO VISITATO
QUESTO PIANETA TERRA
11.12.1931
19.01.1990
ANTICORPI.info: L'Assassinio di Osho - Perchè si Uccide un Leader ...

13 maggio 2012

La difficolta di essere autentici,la difficolta delle tecniche tantriche.OSHO

 

Quando Shiva suggerisce di essere autentici,intende dire di non continuare ad essere falsi.Sii consapevole della tua falsa personalita,delle tue maschere,sii autentico.Qualunque cosa tu sia renditene conto,perche le nostre maschere,finiscono con l"ingannare noi stessi.Per esempio in India,tutti parlano di compassione e di non violenza.Tutti pensano di essere non violenti,ma quando osservi le azioni di una persona,i suoi gesti ,i suoi rapporti con gli altri,ti accorgi,che anche se non ne è consapevole,è una persona violenta.Si puo essere violenti anche nella non violenza.Tentare di costringere gli altri ad essere non violenti ,è  violenza.Costringere se stessi a essere non violenti è violenza.Essere autentici non significa avere idee o principi,ma comprendere a fondo la propria realta interiore.Qual"è lo stato reale della mente? C"è violenza? C"è rabbia?
Questo intende Shiva,quando dice di essere autentici,conosci la tua VERA REALTA INTERIORE,perchè è l"UNICA CHE SI PUO CAMBIARE.Se sei violento ma pensi di essere non violento,non è possibile alcuna trasformazione.Non si può cambiare una finzione.Prima conosci i fatti per quello che sono.Come si fa ?Affrontandoli senza interpretazioni,come diceva il sutra di ieri CONSIDERA.Quando viene il tuo domestico considera come lo guardi.Quando entra il tuo capoufficio considera come lo guardi.Guardi allo stesso modo entrambi?Se esiste una differenza sei un uomo violento.Non guardi all"uomo in se ,all"essere umano.Il tuo sguardo,quasi tutti nostri sguardi ,non sono CHE INTERPRETAZIONI,siamo percio tutto meno che AUTENTICI.Con questa considerazione,gradualmente diventerai autentico.Ma questa autenticita non sara simile ad un animale,sara simile a quella di un santo,perche più sai quanto sei brutto e violento,più conosci la verita e ti rendi conto dell"insensatezza delle tue azioni,più questa consapevolezza ti aiutera.La bruttezza percio svanira,si dissolvera,perchè se ne sei consapevole,non puoi continuare.Perchè continui,non devi esserne consapevole,e devi avvolgerla con una facciata di bellezza apparente.Insomma puo praticare le tecniche tantriche solo chi è autentico,cioè non è falso.Ma oggi ,la moda odierna ,è la falsita.Un lungo sogno: La difficolta di essere autentici,la difficolta de...

12 maggio 2012

Solitudine


Solitudine e silenzio sono due aspetti della stessa esperienza, due lati della stessa medaglia. Se vuoi fare l’esperienza del silenzio, devi andare nella tua totale solitudine. È lì che si trova.

Nasciamo da soli, moriamo da soli. Tra queste due realtà, creiamo mille illusioni di essere insieme – relazioni di ogni tipo, amici e nemici, amori e odi, nazioni, razze, religioni. Creiamo allucinazioni di ogni tipo solo per evitare il fatto che siamo soli. Ma, qualunque cosa facciamo, la verità è quella; è così e, invece di cercare di sfuggirla, la cosa migliore è di gioirne.

Essere capaci di gioire della propria solitudine è il vero significato della meditazione. Il meditatore è uno che si immerge profondamente nella sua solitudine, sapendo che nasciamo da soli, moriremo da soli, e nel profondo viviamo da soli. Allora perché non provare che cos’è questa solitudine? È la nostra natura, la nostra essenza. Osho

10 maggio 2012

Toro Seduto


Quando l'ultima fiamma sarà spenta,
l'ultimo fiume avvelenato,
l'ultimo pesce catturato,
allora capirete che
non si può mangiare denaro.
.
Tatanka Iyotanka
TORO SEDUTO